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Rifiuti: dalle ciabatte al pallone, ecco cosa non va nella raccolta della plastica  

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Dalle ciabatte al pallone, ecco cosa non va nella raccolta della plastica

Italiani in vacanza alle prese con la raccolta della plastica: l’errore è sempre dietro l’angolo. Per questo Corepla, il consorzio per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica, cerca attraverso una campagna social di fare un po’ di chiarezza per essere virtuosi sempre, anche fuori casa. Le ciabatte in plastica, considerate un vero e proprio must-have dell’estate, non sono un imballaggio. Pertanto, quando non sono più utilizzabili, vanno conferite nell’indifferenziato o portate alla piattaforma ecologica del Comune.

In spiaggia, giocare a pallone diverte tutti, grandi e piccoli. E se si buca? Corepla chiarisce: non essendo un imballaggio non può essere conferito nella raccolta differenziata. Idem per braccioli, materassini, ciambelle da mare e palloncini in lattice. Anche i giocattoli in plastica (compresi i pennarelli) non sono differenziabili ma sorpresa delle sorprese, il barattolo delle bolle di sapone sì, come anche le coppette del gelato: non occorre lavarle, basta solo ripulirle per bene.

C’è poi la grande questione della plastica monouso. La normativa vigente consente di conferire piatti e bicchieri nella raccolta della plastica. Questo non vale per le posate che sono da destinare al secchio indifferenziato. Si possono, invece, avviare al riciclo della plastica il tubetto vuoto della crema solare, il burrocacao esaurito, il blister dei medicinali e i flaconi di detergenti e detersivi. Attenti, infine, al vecchio spazzolino: non è considerato imballaggio e quindi via nel secco residuo, ovvero indifferenziato.

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