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Scontro tra navi contamina il mare di petrolio. L’ennesimo disastro, e la trazione elettrica …

Si parla di “Onda nera sotto controllo”, ma secondo le stime sono già state rilasciate centinaia di tonnellate di combustibile in mare, nell’area tra Liguria e Costa Azzurra chiamata il Santuario dei Cetacei. E poi parlano di motori elettrici…

(Tg24)

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La collisione tra il portacontainer Virginia e il traghetto Ulysses ha riversato in mare del carburante e la contaminazione si espande, interessando un’area superiore ai 100 chilometri quadrati. Lo afferma

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Greenpeace, dopo aver effettuato un’elaborazione di immagini ottenute dal satellite Sentinel.

Le conseguenze dell’incidente

L’incidente è avvenuto il 7 ottobre a circa trenta chilometri a nord ovest di Capo Corso, in un’area di mare compresa fra Liguria, Corsica e Costa Azzurra e chiamata Santuario dei cetacei. Le immagini mostrano che la zona interessata dallo sversamento è passata dai circa 88 chilometri quadrati dell’8 ottobre ai 104 chilometri quadrati del 9 ottobre. L’ampiezza dell’area è stata calcolata utilizzando il programma ArcGIS con il sistema di proiezione delle coordinate Europe_Albers_Equal_Area_Conic. “Questo è l’ennesimo disastro che si verifica nel Santuario dei Cetacei“, afferma Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia. “Recuperare gli idrocarburi dispersi è impossibile e se non si mettono a punto meccanismi efficaci per prevenire simili incidenti il Santuario dei Cetacei sarà sempre a rischio. È evidente che questo incidente poteva essere evitato. Il sospetto che sulla plancia del traghetto Ulysses non ci fosse nessuno è assolutamente fondato e un meccanismo di controllo delle rotte che si applichi almeno alle grandi imbarcazioni avrebbe potuto prevenire quest’incidente”.

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Rischio maltempo

Le autorità francesi hanno parlato di Onda nera “sotto controllo”. Ma sarebbero comunque già state rilasciate centinaia di tonnellate di combustibile Ifo (Intermediate Fuel Oil). Si tratta di una sostanza più leggera del “bunker” (combustibile semisolido), con un livello di tossicità acuta definito “medio”, ma con elevato livello di rischio per imbrattamento, a causa dell’elevata viscosità, e con elevata persistenza. Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire la portata dell’incidente. Fino ad ora le condizioni meteo sono state buone, ma tra ventiquattro ore nella zona sono previste onde di due metri. Il mare mosso potrebbe comportare non solo un’ulteriore dispersione del carburante fuoriuscito dalla portacontainer Virginia, ma anche rendere difficoltosa l’operazione di separazione delle due navi. Che così, ipotizza Greenpeace, potrebbero subire danni altri con conseguenze pericolosamente imprevedibili.

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Tutela per il Santuario dei cetacei

“Dopo la Costa Concordia, la perdita di bidoni con sostanze pericolose al largo della Gorgonia, il naufragio del cargo turco Mersa 2 sull’Isola d’Elba, quest’ennesimo incidente ci conferma che il Santuario oggi è indifeso”, conclude Giannì. Che rivolge un appello al governo: “Chiediamo al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, di dare finalmente concretezza, con i suoi colleghi di Francia e Montecarlo, al Santuario dei Cetacei che evidentemente, per ora, è solo virtuale”. Il Santuario dei Cetacei è una porzione di Mediterraneo particolarmente ricca di balenottere e capodogli e Greenpeace si batte da anni per rendere protetta un’area che al momento non gode di tutele specifiche.

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