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Taranto, Ilva: 54% in più di tumori infantili, l’impianto va chiuso

Movimenti e associazioni ambientaliste chiedono che si chiariscano i dati inquietanti sulla salute della popolazione: emerge la perdita di quoziente intellettivo nei bambini che vivono a ridosso dell’area industriale di Taranto

Un gruppo di movimenti e associazioni ambientaliste di Taranto chiede al Governo di chiarire quale è la linea sull’Ilva. La decisione di invitare a Taranto i ministri Di Maio, Costa, Lezzi e Grillo è stata presa al termine di un’assemblea delle stesse associazioni. Viene contestata la possibile continuità produttiva dell’acciaieria. “Quando siamo stati convocati a Roma, abbiamo detto chiaramente al vicepremier – dicono movimenti e associazioni – che l’unica strada per salvare Taranto è avviare immediatamente tutte le procedure che portano alla chiusura della fabbrica, salvaguardando i redditi mediante i fondi comunitari ed attuando quel piano di riconversione economica, in virtù del quale il Movimento Cinque Stelle ha preso sul territorio il 50% dei voti. Come primi atti tangibili di una reale volontà di discontinuità col passato, chiediamo – sostengono nella richiesta a vari ministri – che si legiferi da subito per abrogare gli effetti del decreto del settembre scorso, col quale si è di fatto sospeso lo stato di diritto nella nostra città, e si ritirino i ricorsi presentati al Tar dai commissari straordinari nel 2017, coi quali si ostacola il principio del “chi inquina paga””. Secondo associazioni e movimenti, “la situazione sanitaria, sociale ed economica è così grave ed emergenziale che non è possibile più perdere tempo o tergiversare: “Ilva è incompatibile con il diritto alla salute, ad un lavoro dignitoso e all’assenza di discriminazioni”.

Il rischio per la salute di operai e cittadini ma soprattutto dei bambini – come afferma Isde Italia – persiste ancora ed è inaccettabile che una popolazione debba continuare a pagare da anni, con la vita e la disabilità dei suoi cittadini, la produzione dell’acciaio. Non si può tacere sul 54% in più di incidenza di tumori infantili né sull’inquietante dato della perdita di quoziente intellettivo nei bambini che vivono a ridosso dell’area industriale di Taranto, dato che necessita di essere con urgenza chiarito. Ferma restando questa nostra posizione – aggiungono movimenti e associazioni rivolgendosi al Governo – riteniamo irrinunciabile una Valutazione di Impatto Sanitario preventiva che chiarisca l’impatto potenziale sulla popolazione della produzione dell’acciaio. Per tutto questo – evidenziano – abbiamo invitato il ministro dello Sviluppo Economico, il ministro del Sud, il ministro dell’Ambiente e il ministro della Salute a venire a Taranto per dirci con chiarezza cosa, questo Governo, intenda fare per iniziare quel processo decisionale partecipativo che porterà a ridisegnare un nuovo futuro per Taranto”. “Pur mantenendo un profilo teso alla collaborazione e alla cooperazione civico-istituzionale, qualora il nostro invito venisse disatteso, siamo disposti ad intraprendere forti azioni di protesta e mobilitazione in grado di richiamare alla responsabilità riguardo alle promesse fatte in campagna elettorale – concludono movimenti e associazioni ambientaliste di Taranto -. Chiediamo un atto di coraggio a tutti coloro che hanno delle responsabilità”.

Fonte: AGI

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