Scienziati da tutto il mondo uniti per un “presente”, e dunque anche futuro, sostenibile.Chi pensa che un pianeta dalle risorse limitate sia compatibile con una crescita illimitata, o è un pazzo o è un economista.

 “Ogni malattia cronica può essere ricondotta alle sostanze tossiche e alle carenze nutrizionali provocate dall’assunzione di cibo privo di nutrienti. Abbiamo vissuto in un’illusione, creata attraverso il controllo della scienza, dei mezzi di informazione, delle nostre stesse vite, che ci ha fatto credere che la produzione di “cibo-merce” nelle mani dell’agribusiness e del “Cartello dei Veleni” fosse una cosa positiva per la nostra alimentazione.Ora sappiamo che quello non é cibo, ma un meccanismo creatore di malattie

Perciò vorremmo che coloro che lavorano per l’agricoltura sostenibile,rigenerativa, per i sistemi alimentari locali collaborassero con chi lavora nel settore della salute pubblica, con gli oncologi, i cardiochirurghi, gli esperti che studiano gli interferenti endocrini, l’infertilità, in un unico sistema di conoscenza, che si occupi di come creare un pianeta sano per la vita di tutti gli esseri viventi, oltre ad una comunità ed una società sana, nella quale la nostra salute venga preservata. Un sistema di conoscenza che mostri le connessioni che sono state spezzate dall’agricoltura chimica e le connessioni che invece possono essere ristabilite.C’è una sola salute, perché c’è un solo pianeta, e una sola umanità. Siamo una cosa sola. Ed è la salute di questa interconnessione che il Manifesto vuole perseguire, prendendo il meglio della scienza e il meglio dell’esperienza in modelli alternativi,insieme a una visione per il futuro, in un momento in cui avere una visione si sta dimostrando sempre più difficile.

Non possiamo lasciare il nostro futuro nelle mani di coloro che hanno commesso crimini di ecocidio e genocidio per un secolo. Possiamo coltivare il futuro solo attraverso l’amore, il prendersi cura, la conoscenza, la democrazia, la sovranità, la solidarietà, la cooperazione.” (Manifesto Food for Health)

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Vandana Shiva, fisica ed economista indiana, dirige il Centro per la Scienza, Tecnologia e Politica delle Risorse Naturali di Dehra Dun in India, ed è considerata la teorica più nota di una nuova scienza: l‘Ecologia Sociale. Quest’ultima si occupa del legame esistente tra ecologia e organizzazioni sociali umane, in particolare il lavoro della scienziata si è focalizzato sull’analisi di due principali realtà: da un lato, la visione occidentale che esalta il progresso e pone il profitto di fronte a tutto; dall’altro il copioso “esercito” di contadini e coltivatori appartenenti ai paesi del terzo mondo. Lo scontro tra queste due realtà è espressione dello scontro esistente tra essere umano e natura. Il manifesto nasce dalla necessità di porre fine a questo malsano meccanismo e proporre un’altra via, un’altro modo di abitare, agire, consumare e produrre. 

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Il 9 settembre Vandana Shiva sarà a Bologna, al “Sana” (Sala Notturno, Centro Servizi blocco D al primo piano) per la presentazione in anteprima mondiale del Manifesto “Food for Health”. Saranno presenti anche Renata Alleva, specialista in Scienze della Nutrizione, Sergio Bernasconi, professore ordinario di pediatria – Università degli Studi di Parma, Piero Bevilacqua, sociologo e storico, Università La Sapienza di Roma, Lucio Cavazzoni, già presidente di Alce Nero, Salvatore Ceccarelli, esperto internazionale in agronomia, specialista di genetica agraria, Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa, membro del Comitato Scientifico di Isde,Nadia El-Hage Scialabba, esperta internazionale di ecologia alimentare. L’incontro moderato dal giornalista Manlio Masucci.

Il documento è insieme una denuncia,a sistemi di produzione nocivi e incompatibili con un’esistenza dignitosa, e una proposta di cambiamento che preveda lo sviluppo di una valida alternativa di crescita, o meglio di decrescita sostenibile e in grado di garantire a tutta la popolazione globale il sostentamento a cui ha diritto. Il manifesto è stato realizzato, oltre che da Vandana che ne è la principale promotrice nonchè ideatrice, da un’equipe di medici e scienziati provenienti da tutto il mondo con l’obiettivo di mettere a disposizione le proprie competenze per realizzare delle linee guida al servizio dell’umanità e dei popoli.

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Il documento sarà diffuso ad agricoltori e cittadini di tutto il mondo, ai governi e agli stakeholder, così da divenire una guida e un monito al tempo stesso. L’attuale sistema produttivo è tossico, non è compatibile con la vita e con l’evoluzione. In natura sopravvive chi si adatta e pertanto se vogliamo restare su questo pianeta è opportuno prendere le misure necessarie alla sua e alla nostra salvaguardia. 

Nadia El-Hage, responsabile divisione clima e ambiente FAO, in occasione della stesura del manifesto ha dichiarato : “Abbiamo bisogno di un approccio ecologico al cibo e all’alimentazione. Dobbiamo promuovere la consapevolezza dei danni che causa l’uso della chimica nell’agricoltura”.

Il mondo della scienza, quello autentico ed onesto intellettualmente, si sta schierando in difesa dei popoli e degli ecosistemi e sta lanciando un appello a tutta la popolazione. Chi ha orecchie per intendere, intenda. Invertiamo la rotta, adesso.

“Sulla terra c’è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti, ma non per soddisfare l’ingordigia di pochi”. (Gandhi) 

Qui potete trovare il programma dell’evento a Bologna

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