L’Enpa chiede la reintroduzione di una pratica che consente di ottimizzare l’uso delle materie prime e di tagliare i costi legati alla raccolta, alla cernita e alla selezione dei rifiuti. Così in Germania e Finlandia hanno ridotto del 90% il pet

(La Nuova Ecologia)

Abbattere la produzione e l’immissione dei rifiuti di plastica nell’ambiente non è un’utopia, e non è neanche una missione impossibile. Alcuni Paesi, Germania e Finlandia ad esempio, lo stanno già facendo e stanno ottenendo risultati straordinari. Il segreto di questo successo è da ricercare in tre parole: vuoto a rendere”. Lo scrive in un comunicato la ong animalista Enpa, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente.

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Il vuoto a rendere, secondo l’Ente protezione animali, “nella sola Germania ha permesso di ridurre in maniera considerevole i rifiuti di plastica e di vetro dispersi sul territorio: – 80% per le bottiglie di Pet, – 96% per la bottiglie di vetro”. La resa del vuoto “consente, non soltanto di ottimizzare l’uso delle materie prime attraverso le attività di riciclo, ma di tagliare i costi legati alla raccolta, alla cernita e alla selezione di questo tipo di rifiuti”.

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Per l’organizzazione non governativa “sparirebbero migliaia di lattine e bottigliette (di vetro e plastica) incivilmente abbandonate nei parchi, nelle aiuole, per strada, che così tanti problemi causano agli animali (migliaia di uccelli muoiono per l’ingestione dei tappi delle bottiglie). Il vuoto a rendere permetterebbe poi di ottimizzare la raccolta differenziata, eliminando molti di quei rifiuti gettati distrattamente nei cassonetti dell’umido”.

In Italia questa pratica era in uso fino a una trentina d’anni fa. “Auspichiamo che con il nuovo ministro la situazione possa cambiare in meglio anche su questo fronte – conclude l’Enpa – reintroducendo una volta per tutte il sistema del vuoto a rendere”.

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