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Cagnolino eroe sacrifica la sua vita per salvare mamma e figlio dall'attacco di due cani aggressivi

di Cristina Colombera
Joe era un batuffolo di cane grande quanto un gatto, ma non ha esitato a frapporsi tra un pitbull e un boxer del vicino e la famiglia che lo accudiva, in evidente pericolo. I due quattrozampe sono ora sotto sequestro. E il loro padrone?
Cagnolino eroe sacrifica la sua vita per salvare la famiglia dall'attacco di due cani aggressivi

Non ci ha pensato un attimo, perché, grande o piccolo che sia, l’istinto di un cane è sempre e comunque proteggere la propria famiglia, anche da suoi simili grandi tre volte lui. Così Joe, dolcissimo shitzu di tre anni, un batuffolo di pelo bianco, ha ripagato tutto l'amore di cui era circondato frapponendosi tra i suoi padroni e i cani del vicino, un pitbull e un boxer, che li stavano per aggredire, sacrificando la sua vita per permettere loro di scappare e mettersi al sicuro in casa. Il piccolo Joe è stato così ghermito dalle fauci dei cani e il suo corpo straziato buttato infine come un pupazzo di pezza in un angolo del giardino, sotto gli occhi atterriti della sua famiglia, in salvo, che ha assistito al terribile episodio dalle finestre di casa. È successo venerdì mattina scorso, nel complesso di villette a schiera situate in via Resempiano a Bevera, in provincia di Lecco.

L’assalto mentre si trovavano tranquilli in giardino.Mia moglie e mio figlio di 15 anni si trovavano con il cane in giardino, quando si sono visti assalire dai cani dei vicini, che erano riusciti a entrare nel nostro giardino scavando un buco sotto la triplice rete che separa le due proprietà – ha raccontato al Giornale di Lecco il papà, Enrico Nocera - mia moglie e mio figlio per un attimo sono rimasti impietriti, poi, quando Joe si è messo di mezzo per proteggerli, sono riusciti a scappare in casa, da cui hanno assistito terrorizzati allo scempio del nostro cane. Joe era ormai un membro della nostra famiglia”. Impotenti, mamma e figlio hanno visto il loro cucciolo finire nelle fauci dei cani e morire strattonato come un pupazzo di pezza sotto i loro occhi.

La chiamata ai carabinieri e il sequestro dei cani. Chiusi in casa, i due cani del vicino che non accennavano ad andarsene, madre e figlio non hanno avuto altra scelta che chiamare i carabinieri e attendere il loro arrivo.  “Sono rimasti chiusi in casa, con i carabinieri, fino a che non è intervenuto il veterinario dell’Ats, che a sua volta ha atteso l’arrivo dell’accalappiacani”.  Fortuna ha voluto che il figlio più piccolo, di 4 anni, in quel momento non fosse in casa: “Altrimenti sarebbe finita in tragedia. Perché anziché avventarsi contro Joe, i cani avrebbero sicuramente aggredito mio figlio. Infatti tutte le volte che usciva in giardino i cani abbaiavano dall’altro lato della recinzione”.

Cane cattivo, cattivo padrone

“Avevo avvertito il padrone della pericolosità dei suoi cani”. Enrico Nocera aveva più volte fatto presente al vicino sia la pericolosità dei cani, addestrati a suo dire, con modalità quanto meno brutali, sia quanto fossero inconsistenti le protezioni alzate tra le proprietà. “Quanto è successo serva quanto meno a riflettere sull’importanza della prevenzione e del pronto intervento di fronte a simili condotte che si traducono in un vero e proprio reato perseguibile. Se mio figlio di 4 anni non fosse andato a scuola quel giorno, cosa sarebbe accaduto? Se i due cani fossero saltati nelle parti comuni dove giocano i bambini del parco, cosa sarebbe accaduto? Se non ci fosse stato il piccolo eroe Joe, mia moglie e mio figlio avrebbero avuto il tempo di chiudersi in casa? L’unica speranza ora è di riuscire a salvare da ulteriori maltrattamenti il terzo cane (il piccolo shitzu) che anche nell’aspetto mi ricorda tanto il nostro Joe”.

Dimmi con chi vivi, e ti dirò che cane sei. Proprio in questi giorni abbiamo raccontato di due pitbull buoni, come buoni sono tutti i cani se vivono con esseri umani amorevoli. Il primo ha protetto le gemelline di Tarcento, il secondo fa da cane guida a un bassotto cieco. Che il pibtull sia aggressivo è un luogo comune assolutamente da smentire: se allevato in ambienti emotivamente stabili e affettuosi, ha la possibilità di sviluppare il suo vero carattere dolce e amorevole, proprio come quello di altri cani. Ovviamente, se il pitbull si trova invece a dover vivere in un ambiente violento, sarà sicuramente più incline a ripetere ciò che ha visto, sviluppando dunque una certa aggressività, cosa che vale comunque anche per altre razze di cani.