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Cosmetici e sperimentazione animale: l'Ue mette in campo la diplomazia per proteggere le cavie

di Redazione Animali
È possibile proibire i test cosmetici sugli animali in tutto il mondo? Il 3 maggio scorso gli eurodeputati hanno chiesto all'Unione di mediare in sede Onu per mettere al bando gli esperimenti entro il 2023, in tutto il pianeta
 l'Ue mette in campo la diplomazia per proteggere le cavie
Janet Stephens, Wikimedia Commons

Bellezza cruelty free una volta per tutte e in tutto il mondo.  Il Parlamento europeo ha sollecitato l'Unione a usare ogni forma di diplomazia, per arrivare al divieto a livello mondiale della sperimentazione dei cosmetici sugli animali prima del 2023.

L’Europa produce bellezza senza crudeltà dal 2013 e le aziende prosperano. I test sugli animali per i cosmetici sono proibiti nella Ue dal 2013, eppure - come sottolineano gli eurodeputati nella risoluzione non legislativa approvata il 3 maggio scorso con 620 voti a favore, 14 contrari e 18 astensioni - questo non ha impedito all'industria cosmetica continentale di crescere e creare circa due milioni di posti di lavoro. In sintesi, il Parlamento Ue afferma, prove alla mano, come si possa mettere in commercio cosmetici sicuri per l'uomo senza doverli prima testare su delle cavie.

Europa isola (quasi) felice, il resto del mondo molto meno. Circa l'80 per cento dei Paesi del mondo permette ancora la sperimentazione animale e la commercializzazione di cosmetici testati sugli animali. Ma neppure nella Ue le cavie sono fuori pericolo, visto che sono emerse carenze nel sistema comunitario: i soliti furbi testano alcuni prodotti di bellezza sugli animali al di fuori dell'Unione, per poi testarli di nuovo “in casa” con metodi alternativi e ammessi nel mercato comune. Non bastasse, la maggior parte degli ingredienti dei prodotti cosmetici sono utilizzati in molti altri ambiti, dai farmaci ai detergenti, quindi già sperimentati sugli animali in base a leggi diverse.

Resta inoltre la mancanza di dati affidabili sui cosmetici testati sugli animali e poi importati nell'Ue, sottolineano ancora gli eurodeputati: il problema è serio. L'Europa, quindi, “dovrebbe assicurarsi che nessun prodotto introdotto nel suo mercato sia stato testato sugli animali in un Paese non comunitario”. Ecco perché è necessario un bando su scala planetaria.

La proposta: una convenzione internazionale all'Onu. Per arrivare al divieto globale sia della sperimentazione animale per i cosmetici sia del commercio di ingredienti cosmetici testati sugli animali, i deputati europei invitano i leader dell'Ue a utilizzare le loro reti diplomatiche.  L’obiettivo è creare una solida coalizione per lanciare una convenzione internazionale nel quadro delle Nazioni Unite. Questo divieto, auspicano, dovrebbe entrare in vigore prima del 2023. I deputati infine vogliono essere sicuri che il divieto Ue non sia indebolito durante negoziati commerciali oppure dalle regole dell'Organizzazione mondiale del commercio.

Europei paladini del benessere animale. Secondo un Eurobarometro sul tema, pubblicato nel 2016, l'89 per cento dei cittadini dell'Ue concorda che l'Europa dovrebbe fare di più per promuovere una maggiore consapevolezza internazionale sull'importanza del benessere degli animali. Il 90 per cento, inoltre, ritiene sia importante stabilire criteri elevati, riconosciuti in tutto il mondo, sul benessere degli animali.