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  • BUONGIORNO ITALIA! Sogna come se dovessi vivere per te. La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altriOscar Wilde

La tartaruga punk che rischia l'estinzione

di Cristina Colombera
La Società di Zoologia di Londra ha stilato la lista degli animali maggiormente in pericolo nel mondo: c’è anche la tartaruga punk dalla cresta verde che vive solamente nel fiume Mary, in Australia
la tartaruga dalla cresta verde rischia l'estinzione
Credits Chris Van Wyk, fonte zsl.org

È talmente buffa che a vederla ispira immediatamente simpatia: formalmente descritta dagli scienziati solo nel 1994, la tartaruga punk - Elusor macrurus nella classificazione scientifica - che vive solamente nel fiume australiano Mary, nel Queensland, ha il triste primato di rientrare nella nuova lista Edge, Evolutionarily Distinct and Globally Endangered, dei rettili maggiormente in pericolo d’estinzione.

Come sempre c’è di mezzo l’uomo. Se dovesse estinguersi, dovremmo ringraziare la solita e stolida moda umana: negli anni 70 le giovani generazioni sono state decimate per soddisfare la smania di tenere questa tartarughina come animale domestico: si calcola che ne siano stati catturati oltre 15mila esemplari, sia adulti sia neonati, cosicché la popolazione è diminuita del 95 per cento.

Il suo aspetto particolare e unico invece di aiutarla l’ha penalizzata, contribuendo a renderla così desiderata. Ma perché ha la cresta verde? Semplicemente perchè sviluppa una crescita di alghe sulla testa e su tutto il carapace. Non bastasse, sotto il mento ha due escrescenze simili a dita, che utilizza come organo per tastare la sabbia del fiume dove vive. Inoltre, è capace di nuotare molto velocemente grazie alla forma del corpo e alla lunga coda, la cui misura arriva fino a due terzi del carapace. Insomma, un vero oggetto da esibire. Invece è una creatura vivente che merita rispetto.

Questo rettile ha caratteristiche che la rendono davvero unica: oltre alla famosa “cresta verde”, che le cresce sulla testa e che usa per mimetizzarsi, è anche una delle tartarughe più grandi d’Australia. La sua lunghezza massima arriva a 40 centimetri, ma non è solo questo che la contraddistingue: la Mary River, infatti, può sopravvivere fino a 72 ore sott’acqua, senza salire in superficie per respirare, perché ha degli organi simili a branchie all’interno della cloaca, la cavità vicino alla coda che viene usata sia per la riproduzione sia per la defecazione.

Proprio come per le tigri, i rinoceronti e gli elefanti - afferma Rikki Gumbs, coordinatore del programma EDGE - è fondamentale fare del nostro meglio per salvare questi animali unici e troppo spesso trascurati. Molti rettili EDGE sono gli unici sopravvissuti di antiche stirpi, i cui rami dell'Albero della Vita risalgono all'era dei dinosauri. Se perdiamo queste specie non ci sarà più nulla di simile a loro sulla Terra. Utilizzando la metodologia EDGE di ZSL per creare la prima lista dei rettili a rischio d’estinzione al mondo, non solo forniamo agli scienziati uno strumento quantitativo per dare priorità alle specie per la conservazione, ma speriamo anche di portare all'attenzione del pubblico la sofferenza di queste strane e meravigliose creature prima che esse scompaiano”.

Nonostante la situazione difficile in cui si trova la specie, nel 2007 Chris Van Wyk ha scattato delle foto uniche della tartaruga e l’ha trasformata in un simbolo del fiume Mary. Grazie alla diffusione sui media, gli ambientalisti hanno evitato la costruzione di una diga, che avrebbe probabilmente cancellato la specie dal pianeta.