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  • BUONGIORNO ITALIA! Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto.Oscar Wilde

Tutti insieme per dire basta al randagismo

di Cristina Colombera
Il progetto di Leidaa di Michela Vittoria Brambilla prevede anche la promozione, a ogni livello, di un cambiamento culturale. Perché anche agli ultimi tra gli ultimi siano finalmente risparmiati fame, sete, sofferenze e crudeltà. L’sms solidale
Leidaa dichiara guerra al randagismo

Milano - La Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente, associazione fondata dalla parlamentare di Forza Italia, Michela Vittoria Brambilla, ha presentato  un dossier lanciando la campagna 'Guarda...', un invito a schierarsi in prima linea contro l’emergenza randagismo.

"Per contrastare l’abbandono, l’indifferenza, la crudeltà, per finanziare il soccorso, la cura, il ricovero e la sterilizzazione degli animali vaganti e in difficoltà, anche attraverso il sostegno diretto alle organizzazioni animaliste che operano nei contesti più difficili, c’è un modo semplice, letteralmente a portata di mano".

Basta aderire, con un piccolo gesto, alla campagna solidale “Sms-SalvaMi Subito: fino al 27 maggio si potranno donare 2 euro con ciascun sms inviato da cellulare al numero 45580 oppure 5/10 euro chiamando da rete fissa.

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Il fenomeno del randagismo non soltanto causa di per sé indicibili sofferenze a decine di migliaia di animali d’affezione, che dovrebbero vivere in famiglia e non per strada, ma spesso è la premessa per ripugnanti violenze.

L’animale randagio è davvero l’ultimo degli ultimi, la sua debolezza è un invito per la crudeltà umana: quanti animali, nei 750 casi di maltrattamento e animalicidio segnalati l’anno scorso dalla stampa, sicuramente la punta di un iceberg, erano randagi, abbandonati al capriccio e all’arbitrio di persone senza scrupoli?”.

Anche per questa ragione, spesso non considerata, il randagismo va classificato come una vera piaga morale, alimentata da abbandoni e riproduzione incontrollata, che, in maggiore o minore misura, colpisce tutto il Paese.

"Dobbiamo dire basta a questa vergogna morale e a questa piaga sociale - ha detto la parlamentare arrivando alla conferenza stampa con in braccio un meticcio salvato nell'hinterland milanese e a cui ha dato il nome Lucky - Non voglio più vivere in un Paese che sopporta questa emergenza, un'emergenza a cui dichiaro guerra".

Secondo il dossier sono 2,4 milioni i gatti randagi in Italia e tra i 6mila e i 7milai cani. Il fenomeno è "abbastanza contenuto al Nord", mentre in alcune zone del Sud "la situazione appare spesso fuori controllo" e dove "la tensione è più alta si verificano i più clamorosi atti di crudeltà e intolleranze".

Il randagismo ha ripercussioni anche su salute, sicurezza, gestione del territorio, immagine turistica

Impossibile censirli tutti, nemmeno l'anagrafe degli animali d'affezione, a cui sono registrati in Italia 10,4 milioni di cani, prevista già dalla legge del 1991, funziona correttamente: molti cani non sono iscritti o molti non sono cancellati al momento del decesso.

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La legge prevede anche cosa dovrebbero fare le Regioni, i Comuni, le Asl - una su tutte, una seria campagna di sterilizzazione - obblighi spesso e volentieri disattesi. Secondo il dossier esistono casi estremi, soprattutto al Sud, che assomigliano molto a un vero e proprio sabotaggio. "Siamo noi spesso a finanziare le campagne di sterilizzazione, spesso i nostri volontari pagano di tasca loro anche il cibo per gli animali - ha detto Michela Brambilla - Il fondo nazionale per la lotta all'abbandono per il 2017 ammonta a 297.243 euro in tutto!".

In tutta Italia ci sono un migliaio di canili, la cifra è stimata intorno a 126mila cani ospitati, con un costo medio annuo di 1277,5 euro per ogni esemplare. La permanenza media è di 7 anni, complessivamente 130 milioni di euro l'anno.

I gatti stanno peggio: al Nord esistono 122 gattili, neppure uno è segnalato al Sud. Nel dossier è stato fatto anche il punto sul maltrattamento degli animali, 750 segnalati dai media nel 2017 e 89 casi di avvelenamento, con un focus sugli episodi più atroci degli ultimi tempi, come l'eliminazione di decine di cani a Sciacca, in provincia di Agrigento, nel febbraio scorso.

I casi positivi. A Sondrio il numero dei randagi è stato ridotto al punto da indurre la comunità montana a proporre di utilizzare il canile come "pensione" per cani quando i proprietari vanno in vacanza.