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Da Kabul a Roma: il viaggio della speranza per tre gatti e un cane

di Cristina Colombera
Il 19 aprile scorso sono atterrati a Fiumicino, finalmente lontani dalla guerra: Cleopatra, Reddy, Pers e Arena sono tre mici e una cagnolina arrivati dall’Afghanistan grazie al ponte del progetto Rete Solidale dell’Enpa
il viaggio della speranza per tre gatti e un cane

La guerra fa vittime umane, ma a rimetterci ci sono anche le creature a quattrozampe, che spesso e volentieri cercano cibo, riparo e affetto presso i contingenti militari. Con la sensibilità che contraddistingue da sempre gli animali, esseri senzienti a tutti gli effetti, incapaci di portare rancore ma dotati di incredibile empatia con l’uomo, si creano dei legami indissolubili al di là delle situazioni e delle emergenze.

Quando però ci si mette di mezzo il cuore e qualche intervento umano illuminato, tutto è possibile. Il miracolo d’amore, partito da un soldato, ha trovato degni interlocutori nell’Enpa, nell’Unità di Intervento Nazionale e in Nowzad, l’unica associazione in Afghanistan che si occupa di protezionismo in un paese che conta 34 milioni di abitanti.

Cleopatra e il suo soldato. La richiesta di aiuto per portare la micia in Italia è arrivata da un militare italiano di stanza ad Herat, in Afghanistan. Il soldato e la micia tigrata sono ormai legati da rapporto speciale: il termine della missione, però, avrebbe comportato anche la fine dell’amicizia ma soprattutto delle cure da parte del soldato, destinando Cleopatra a un futuro molto incerto. Da qui la richiesta di sostegno all’Enpa per portare in Italia la gattina.

Non solo Cleopatra. La gattina non era però la sola ad aver bisogno d’aiuto: con lei c’erano anche i gatti Reddy e Pers, adottati da un altro militare italiano. E infine una giovane cagnolina, Arena, assieme ai suoi sette cuccioli. Un trasferimento in Italia difficile e oneroso, che però non ha fatto desistere né i militari, né l’Enpa che ha raccolto il loro appello. Gli animali hanno quindi lasciato Herat lo scorso ottobre, scortati fino a Kandahar da un volontario locale per essere trasferiti a Kabul nella struttura protetta gestita dall’associazione Nowzad. Qui hanno soggiornato alcuni mesi, al sicuro e protetti, il tempo necessario per l’osservazione veterinaria e per completare le procedure di trasferimento.

Cinque piccoli non ce l’hanno fatta. Tutto ormai sembrava destinato a un lieto fine, ma cinque dei sette cuccioli di Arena sono morti a causa di una grave patologia. I due sopravvissuti, ancora troppo deboli per viaggiare, sono stati trattenuti a Kabul in attesa di riprendersi per volare verso l’Italia.

Ringrazio di cuore l’associazione Nowzad e tutte le istituzioni e le persone che ci hanno permesso di regalare un futuro a questi animali, rendendo possibile il loro trasferimento in Italia. Un ringraziamento speciale - ha detto la presidentessa dell’Enpa Carla Rocchi - va ai nostri sostenitori: senza di loro non avremmo mai potuto organizzare operazioni così complesse e impegnative”.

Carla Rocchi avanza anche un’importante richiesta “Al governo che verrà chiedo un forte impegno per assicurare ai nostri militari in rientro dalle missioni di non dover abbandonare gli animali che in zona di missione sono stati loro fedeli compagni”.