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Coronavirus, soccorsi 18mila cani e gatti. Ai volontari della Leidaa il «premio bontà»

Il pastore tedesco Blu rischiava di rimanere solo quando il suo padrone è stato ricoverato d’urgenza per il Covid-19. Il proprietario di Patty ha aspettato che il suo akita americano fosse al sicuro per farsi portare in ospedale. E, durante la lontananza, l’animale ha tenuto compagnia a una giovane maturanda (Giorgia, ndr) che lo ha preso in affido con la sua mamma.

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Bongo, un bulldog francese di sette anni, ha — invece — avuto bisogno di qualcuno che lo accompagnasse a passeggiare durante la quarantena.

Nella foto, Michela Vittoria Brambilla
Nella foto, Michela Vittoria Brambilla

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E ancora, il gatto nero Bijou ha trovato chi gli ha dato da mangiare mentre il suo «papà» è venuto a mancare. Sono solo alcune delle storie che raccontano le difficoltà affrontate dagli animali e dalle loro famiglie durante l’emergenza sanitaria. Alle richieste d’aiuto ha risposto con un numero telefonico dedicato la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (Leidaa), associazione fondata e presieduta da Michela Vittoria Brambilla, prendendosi carico delle situazioni di quanti si sono trovati impossibilitati a prendersi cura dei propri animali domestici. Che si trattasse di una semplice passeggiata, di essere accompagnati dal veterinario per una visita o di trovare una sistemazione temporanea. Con un unico obiettivo: nessuno doveva essere lasciato solo. Dall’inizio dell’emergenza sono state 18mila le richieste di aiuto gestite.

Il «premio bontà»

Un impegno che ha ricevuto ieri il «premio bontà», riservato «alle persone o alle istituzioni che operano benevolmente verso i cani» dagli organizzatori del riconoscimento internazionale Fedeltà del cane» di San Rocco di Camogli, giunto quest’anno alla 59esima edizione. «La pandemia — ricorda l’onorevole Brambilla, che nel 2011 ha già ricevuto questo riconoscimento — ha inciso profondamente sulla vita sociale di tutti noi, compresi i proprietari di animali d’affezione. Chi non è stato colpito dalla malattia ha avuto l’opportunità, durante il confinamento, di riscoprire il rapporto affettivo con i propri amici a quattro zampe. Non è un caso, quindi, se è aumentato il numero di quanti hanno trascorso le vacanze con i propri animali e se gli stabilimenti hanno messo a punto dei servizi dedicati».

I pacchi alimentari e il randagismo

Chi è stato colpito dalla pandemia, invece, ha dovuto affrontare difficoltà enormi. «Se al Nord le richieste hanno riguardato la custodia dei propri animali e il loro accompagnamento nelle attività di tutti i giorni — continua Brambilla —, al Centro e al Sud come Leidaa abbiamo anche consegnato diversi pacchi alimentari (anche alle persone, ndr.), trovandoci di fronte a situazioni di profondo impoverimento delle famiglie e a quella che in alcune aree del nostro Paese è ancora ordinaria amministrazione: cani vaganti e i gatti randagi». Un’ultima riflessione riguarda la situazione dei canili sanitari che durante il lockdown — come previsto dalle norme — sono stati chiusi e «hanno accolto un 20-25 per cento in più di animali. Purtroppo senza che fosse possibile procedere con le adozioni, anche di quei cuccioli che già avevano già trovato una famiglia».

Aiutare un animale. Aiutare una persona

Molto rimane da fare, certo, ma il riconoscimento ottenuto premia «la bontà come sentimento che ha animato e guidato tutti i volontari della Leidaa nel lavoro di questi mesi, gratuito e incondizionato, anche mettendo a rischio la propria salute entrando nelle case di persone contagiate. Un premio — conclude — a tutti gli animalisti: perché chi aiuta un animale, aiuta un uomo. Tutti insieme condividiamo la stessa arca planetaria».

Fonte Corriere.it

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