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Dal Kashmir a Lavanche di Nus: stupendi esemplari di capre cashemere per la ‘vita’ del territorio

Le capre indiane vivono a proprio agio anche a temperature glaciali (anche meno 30) e, pertanto, non soffrono la rigidità degli inverni valdostani. Gli esemplari di proprietà di Piero Pellegrino arrivano dalla provincia indiana del Kashmir

LAVANCHE – Belle, eleganti, morbide e, soprattutto, utili a scongiurare l’abbandono del territorio. Nove capre cashmere ‘sorvegliano’ , ‘puliscono’ e ‘rivitalizzano’ il ‘verde’  della collina  di Lavanche, frazione disabitata di Nus. Condividono l’area in ottima compagnia di ‘Magui’, ‘Thierry’ e del loro piccolo non ancora ‘battezzato’. Sono i tre asinelli che completano questa eccezionale fattoria di proprietà di Piero Pellegrino, pensionato di Nus.

 Passione per gli animali e volontà di scongiurare la ‘desertificazione’ di aree collinari prive di residenti: binomio vincente, come dimostrano i riscontri confermati dal titolare di questo ‘mini zoo’ tutto valdostano.

  “In effetti, i miei ‘amici a quattro zampe’ si sono rivelati ideali ‘imprese di pulizie’ a costi concorrenziali – sorride Pellegrino -. In estate brucano erba, arbusti e tutto l’incolto. Altrettanto e, forse, anche di più, gli asinelli. In caso di incendio i danni sarebbero molto contenuti. Non solo – sottolinea l’allevatore -. Il gruppetto di ‘pelosi’  previene eventuali atti di vandalismo o sgradite intrusioni nelle case abbandonate. Utili, dilettevoli, simpatici e intelligenti’, così definisce i suoi animali.

  Non ricava lana dal manto delle pecore; la quantità data dalla tosatura è irrilevante; non beve neppure il loro latte (Non sono capre lattifere.Lo utilizzo per allevare i capretti”), puntualizza. Da due anni, però, non ci sono nascite.nè di capretti, nè di asinelli Nell’attesa di qualche ‘lieto evento’, Piero Pellegrino sta studiando la realizzazione di strutture adeguate ad accogliere madri e piccoli. La presenza dei lupi lo impensierisce. 

 “Realizzerò un parco per accogliere tutta la ‘famiglia’ e posizionerò delle recinzioni in ferro, possibilmente elettrificate”, annuncia questo corregionale attento all’ambiente e al benessere degli animali.- Ritengo sia la soluzione migliore per proteggerli e farli vivere tranquilli”.

  La notevole ‘rete’ di sentieri della zona favorisce il transito di un numero notevole di turisti appassionati di escursionismo. La ‘fattoria’ di Piero Pellegrino è diventata quasi un ‘punto ristoro’ obbligato. “Si fermano – dice –,ammirano gli animali, molti li accarezzano vista la loro docilità e l’abitudine a vedere gente. Bevono un sorso e ripartono. Sono momenti molto piacevoli e gratificanti che confermano la validità della mia scelta.”

  Sarebbe importante far conoscere queste specie alle scolaresche. Le caratteristiche delle capre cashmere, in particolare, e la rarità degli asinelli potrebbero diventare oggetto di confronto degli alunni. Il titolo di un ipotetico tema in classe potrebbe essere: ‘La fattoria italo-indiana sulla collina di Nus’

  

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