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FreeMiro: la storia del pastore maremmano che sta commuovendo e mobilitando il popolo del web

La petizione per riportare a casa Miro, il pastore maremmano considerato dalla legge “bene sequestrabile” al pari di una lavatrice, continua a racimolare firme. Quando finalmente la legge equiparerà i quattrozampe a membri della famiglia?

Vostro figlio piange, abitate in condominio, le persone protestano ma non possono fare nulla. Il vostro cane abbaia, una persona protesta e il cane viene portato via. Senza se e senza ma, perché il cane, anche se viene considerato dai più un membro della famiglia, per la legge è un bene sequestrabile, come una lavatrice, giusto per capirsi.

E il popolo del web si mobilita. In questo momento FreeMiro, la petizione lanciata su Change.org, ha raggiunto 168.014 firme, ma il numero aumenta di minuto in minuto. Cinue minuti fa erano poco più di 165mila, ma sembra di avere davanti agli occhi un cronometro che non si ferma mai.

A lanciare la petizione diretta al Tribunale del Riesame di Trento, il 22 marzo scorso,  Eva Munter, “mamma” di Miro.  

Il 22 marzo Miro, il mio cane – scrive Eva – è stato prelevato dai Carabinieri, sequestrato e portato in un canile (Pan Ente Provinciale Protezione Animali E Ambiente a Rovereto -TN-) perchè accusato da un vicino di abbaiare. Miro è un pastore abruzzese di circa tre anni, che viveva a Roverè della Luna, un piccolo paese in provincia di Trento, in una casa con giardino“.

E’ bastato che una sola persona dichiarasse che il cane abbaiava per dar via a questa assurdo provvedimento, nonostante il resto del vicinato non avesse lamentato rumori molesti o fastidio, anche con le finestre aperte. Più volte le Forze dell’Ordine sono accorse sul posto in seguito alle chiamate del mio vicino e tutte le volte hanno constatato che Miro non stava abbaiando. Nonostante questo la vicenda è andata avanti con due querele, trasformate poi in due decreti penali di condanna, per l’abbaiare del cane che non permetterebbe loro di dormire. Un’accusa infondata, dal momento che il cane di notte viene fatto entrare in casa, proprio per evitare ogni possibile disturbo”.

“Ora è chiuso in uno spazio ristretto, senza la sua famiglia e lontano da chi lo ama. Questo è il provvedimento preventivo richiesto dal suddetto vicino che si definisce “amante degli animali”, in attesa che la situazione si chiarisca. Ma per farlo si dovrà attendere il processo dibattimentale in Tribunale a Trento che è fissato per fine aprile”.

Miro non può stare rinchiuso in un canile.

Miro fa parte della mia famiglia. E’ amato, protetto, felice. Ha una casa e un grande giardino in cui correre e giocare. Miro ci è stato portato via, ci è stato tolto come se fosse un oggetto e non una creatura vivente con sentimenti ed emozioni. Gli unici sequestri di cani dei quali ho trovato notizia sono stati emanati per proteggere i cani stessi da padroni negligenti o violenti. L’unico effetto di questo provvedimento, invece, è quello di danneggiare Miro e di farci soffrire. Chiedo quindi, per favore, di sospendere questa istanza di sequestro e di permetterci di affrontare il processo in corso fianco a fianco dell’animale che da anni è entrato nel mirino del querelante”.

Come si chiede l’avvocato della famiglia di Miro, “Il nodo della questione è: un cane può essere considerato un bene sequestrabile? La giurisprudenza in proposito si è espressa in modi diversi ed è per questo che ci vorrebbe l’intervento del legislatore. Le firme raccolte per Miro dimostrano che il sentire comune ha già dato una risposta: un animale d’affezione non è un bene sequestrabile“.

C’è una proposta di legge ferma dal 2008, ma c’è anche una sentenza che ha permesso a una dipendente della Sapienza di Roma di avere due giorni di permesso retribuito per assistere il proprio cane, ammalato, perché  la mancata cura di un animale può portare a un’accusa di reato per maltrattamento,  punibile per legge. La stessa legge che paragona gli animali a cose: mettiamo il caso che il vostro micio esca dal giardino, qualcuno lo raccolga e non voglia più restituirvelo, potrete andare a sporgere denuncia per appropriazione indebita di cosa smarrita.

Eppure nel documento sottoscritto a Lisbona conosciuto come ‘Trattato sul funzionamento dell’Unione europea’, firmato dai 27 Paesi dell’Ue, si riconosce giuridicamente agli animali lo status di esseri senzienti. Non solo, gli Stati nazionali dovranno – ma forse sarebbe più opportuno dire dovrebbero – tenere pienamente conto delle esigenze del loro benessere a partire dal 1° gennaio 2009.

Sarà sempre troppo tardi il giorno in cui gli animali saranno riconosciuti per quello che sono: compagni, amici, confidenti, “figli pelosi”, membri effettivi e altrettanto importanti della famiglia.

 

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