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Gli animali e il linguaggio degli occhi

E’ vero che alcuni animali non vedono i colori. I cani confondono a volte le tonalità e i gatti hanno un campo visivo superiore a quello umano

Corriere.it  Silvia Morosi

Non potendo comunicare a voce, ci parlano con gli occhi. Alcuni vedono in bianco e nero, altri distinguono solo un colore, qualcuno ha una vista «bestiale», nel senso dell’alta definizione con cui percepisce le immagini. Ogni animale ha occhi o strutture simili, sviluppate per osservare il mondo, difendersi dai predatori e cacciare la preda. Sì, anche le tanto derise talpe. Se i cani confondono alcune tonalità, i gatti hanno un campo visivo di 200 gradi, mentre quello umano ne copre 180. Imbattibile in questo senso resta il camaleonte con un campo di 360 gradi e occhi indipendenti l’uno dall’altro. Gli insetti compongono le immagini per apposizione, come un mosaico, grazie a una serie di unità ottiche elementari, le ommatidi. Il record? Va alle libellule che ne hanno 25mila per occhio. Le mosche non distinguono con chiarezza le forme, ma vedono un numero maggiore di immagini fisse al secondo, 200 circa contro le 18 percepite dall’uomo. I rapaci hanno una sorta di «teleobiettivo», capace di fare uno zoom sui particolari. Alcuni pesci distinguono i colori e i raggi Uv, altri osservano la realtà secondo una scala di grigi. Farsi rapire dagli sguardi dei nostri amici è un viaggio emozionante che ci arricchisce di infinite scoperte.

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