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Liberata nel Delta del Po la gru ferita dai bracconieri e salvata dal WWF

Notizie pubblicate su 18 March 2019

La liberazione della gru curata nel CRAS di Valpredina

© CRAS WWF Valpredina

Liberata nei giorni scorsi una gru cenerina (Grus grus L.), prima recuperata, curata  e munita infine di GPS. All’evento ha partecipato il Centro di Recupero Animali selvatici (CRAS) WWF di Valpredina, nelle prealpi bergamasche, specializzato nelle cure  rivolte alla fauna selvatica ferita o in difficoltà.  La liberazione è avvenuta in un’area speciale del Parco Regionale del Delta del Po in Provincia di Ferrara, l’Oasi delle Anse Vallive di Porto (Bacino di Bando),  affidata alla gestione della Coop. Atlantide di Cervia. “Siamo molto contenti – dicono gli operatori del CRAS – per il volo e anche perché stiamo ricevendo i primi dati dal GPS che funziona perfettamente”.
La femmina di Gru cenerina, alta 120 cm. e con un’apertura alare di oltre 2 metri, specie particolarmente protetta compresa in Allegato I della Direttiva Europea sugli Uccelli, è stata dotata di un dispositivo GPS a ricarica solare che  consentirà di seguirne la migrazione verso il nord Europa, fornendo dati scientifici sui suoi spostamenti e sul suo successo di recupero dopo ben due interventi chirurgici e oltre due mesi di degenza.


La protagonista era stata vittima  di un  grave atto di bracconaggio avvenuto in Provincia di Brescia, nei giorni di Natale 2018 ,  presentando ferite d’arma da fuoco e la frattura dell’ala sinistra. L’animale è stato salvato grazie all’immediata segnalazione di cittadini che allertavano la Polizia provinciale di Brescia e alle Guardie Volontarie WWF che la trasportavano al CRAS  WWF di Valpredina, per le cure necessarie.
Questa liberazione vuole essere un segnale positivo e  una speranza per tutti, come la mobilitazione planetaria di questi giorni per il clima: “…una mano dell’uomo aveva ferito la Gru – ma è stata ancora una mano dell’uomo che l’ha guarita e l’ha restituita alla sua  libertà” ha detto Matteo Mauri, Responsabile del CRAS di Valpredina.

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