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Rinvenuta una popolazione di Tritone crestato italiano

Nei giorni scorsi gli attivisti del WWF Bergamog-Brescia hanno trovato alcuni esemplari in difficoltà di Tritone Crestato italiano (Triturus carnifex) nel comune di Lonato del Garda. Gli animali, simili a piccole salamandre, non erano mai stati segnalati nei comuni del basso lago e pochissime sono le presenze confermate in tutta la provincia di Brescia.
Si tratta quindi di un rinvenimento eccezionale e di grande importanza scientifica, prontamente segnalato ai referenti ed esperti erpetologi, arricchito anche dal fatto che gli esemplari trovati hanno una livrea stupenda per la specie.

Il tritone crestato è un anfibio il cui corpo nella parte superiore è bruno mentre il ventre presenta dei colori variabili dal giallo, all’arancione al rosso, con macchie scure. La gola invece è nera punteggiata di bianco. È chiamato crestato perché durante il periodo riproduttivo i maschi sviluppano una vera e propria cresta che poi diventa meno evidente durante il resto dell’anno. Può raggiungere i 15 cm di lunghezza, frequenta prevalentemente ambienti boschivi che abbandona durante il periodo riproduttivo alla ricerca di pozze d’acqua temporanee, ricche di vegetazione subacquea a cui attacca le sue uova. 

I pericoli più gravi per questo anfibio sono la presenza del gambero della Louisiana (Procambarus clarkii), la perdita di habitat idonei e l’uso di pesticidi in agricoltura. 
Triturus carnifex è tutelato dalla Direttiva Habitat (allegato II e IV Dir 43/92/CEE) che ha come obiettivo “salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri” attraverso “misure volte ad assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat e delle specie di interesse comunitario”. 

Durante gli anni scorsi l’areale del Tritone crestato è stato indagato a fondo grazie al progetto LIFE Gestire 2020, finanziato dall’Unione Europea, confermando la generale contrazione della sua presenza rinvenendo esemplari in meno del 50% dei siti monitorati, dove in precedenza era stato segnalato. 

Il rinvenimento di questa specie nel territorio gardesano ha spinto il WWF a cercare di capire da dove provenissero quei pochi esemplari, ricerca premiata poiché in una piccola pozza è stata trovata una popolazione piuttosto consistente, caratterizzata da una livrea molto bella e particolare, che rende il biotopo un sito di importanza erpetologica straordinaria per la pianura lombarda.
La scoperta è quindi ancora più importante e merita l’attenzione di tutti i soggetti coinvolti, a cominciare dai proprietari dei siti che diventano i custodi di un patrimonio eccezionale. 

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