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Roberto Ballini, l’uomo che parla alle api: «Così ho imparato a dialogare con loro»

Ci sono voluti 28 anni prima che Roberto riuscisse a parlare con le api. Non perché l’idioma degli insetti più dolci del mondo sia così complesso. Anzi apparentemente è semplicissimo: non esistono grammatica e sintassi, non ci sono parole e neppure sillabe e dittonghi. Ma se, come Roberto Ballini, classe 1944, ex ciclista professionista (ha vinto una tappa del Giro d’Italia e

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si è classificato al quarto posto alla Milano-Sanremo), si riescono a trovare le giuste intonazioni e vibrazioni delle corde vocali, ecco che le amiche api rispondono.

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«Quel giorno mi sono accorto che con la voce si fermano, si bloccano e dunque mi danno una segnale, una risposta, interagiscono con me», spiega l’ex ciclista oggi apicoltore. E anche oggi 20 maggio, nel giorno della Terza Giornata Mondiale delle Api, Roberto ha parlato con le sue amiche custodite in venti arnie nell’Orto dei Semplici dell’Eremo di Santa Caterina, a Rio nell’Elba, uno dei comuni dell’isola toscana.

Le api riconoscono due differenti frequenze sonore e Ballini, con alcuni urletti sibilanti, ha imparato a impartire loro piccoli ordini e soprattutto a non farsi mai pungere. La sua scoperta ha interessato anche gli scienziati ed è diventata protagonista di uno studio dell’università di Pisa.

Ma al di là della curiosità etologica, ciò che sorprende a intenerisce l’animo, è lo spettacolo della natura di questi luoghi. Per raggiungere gli alveari si cammina su un sentiero di cipressi dove i profumi (dal salmastro del mare alle fragranze dei fiori) sono inebrianti e i colori fantasmagorici. E dunque l’esperienza dell’uomo che parla con le api è anche e soprattutto un itinerario tra i sublimi tesori dell’Isola d’Elba.

Roberto Ballini non è solo un produttore di miele ma è un signore in simbiosi con le api. Le difende da un’ambiente stravolto dagli uomini, le coccola ed è diventato un esperto nella riproduzioni delle “regine”. Per farle nascere alimenta le larve con pappa reale e poi, grazie a tecniche naturali, le fa crescere e “nominare” sovrane dall’alveare. E’ un piccolo miracolo anche questo, che non sorprende affatto nell’uomo che è riuscito a parlare con le api.

Fonte Corriere.it

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