QUANDO LE STATUE SOGNANO. Frammenti di un museo in transito, 2019. Installation view @Museo Salinas, Palermo. Ph. Courtesy Museo Salinas
Nel percorso pensato dalla direttrice Caterina Greco ed Helga Marsala, il lungo silenzio di depositi, sale, corridoi si anima di allucinazioni e di desideri, di memorie e di archetipi. “L’attesa – spiega la direttrice – si trasforma in nuovo contenuto: il tempo che separa dall’apertura degli ultimi due piani del Museo Salinas diventa occasione di scoperta, disvelamento, ricerca e comunicazione”.
Ad aprire l’itinerario di visita sono gli scatti che Scianna dedicò a Jorge Luis Borges proprio tra queste mura: ormai anziano e cieco, lo scrittore sfiora le statue della collezione nel tentativo di leggerne i contorni con le mani, il fotografo ritrae la muta conversazione, reciproco ascolto nel buio.
Ceramiche contemporanee, suoni elettronici, opere su carta e stoffa intessono una trama di corrispondenze con l’universo greco-romano del museo. Se Alessandro Roma gioca con l’immaginario dionisiaco in una nuova archeologia fantastica, Fabio Sandri trasporta su carta fotosensibile il vissuto della Menade e di alcune teste di epoca romana, trasformando la fotografia in un ibrido tra performance e reperto. L’Ariete è invece al centro delle opere di Guido Bisagni, ispirato dal tema del doppio e dal mito di Orfeo. Al primo dedica un dittico su carta e un libro d’artista in copia unica, per poi saturare l’ambiente con paesaggi sonori e field recordings venuti da lontano.
Accanto a questo percorso si collocano la Project Room inaugurata dalle fotografie di Roselena Ramistella e i Frammenti di un museo in transito, un calendario di eventi collaterali in espansione: prima tappa l’apertura della Sala delle Colonne e dei nuovi ambienti con manufatti provenienti da donazioni di epoca borbonica. • Thalassa. Al MANN storie e tesori del Mediterraneo












