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Apre al pubblico Palazzo Bonaparte. In autunno una grande mostra sugli Impressionisti

Palazzo Bonaparte visto da Piazza Venezia. Courtesy Arthemisia

Roma – Dal balconcino verde di Palazzo Bonaparte, Madame Mère – così si firmava Maria Letizia Ramolino, madre dell’imperatore – trascorreva le sue giornate osservando il passaggio delle carrozze nella Roma di inizio Ottocento.
Antonio Canova le aveva fatto dono del modello in gesso della gigantesca statua del Marte Pacificatore, dedicato alla figura dell’Imperatore, ancora oggi conservato al centro dell’anticamera dei suoi appartamenti.
Anche questa scultura, una delle cinque copie in gesso, si potrà ammirare il 9 luglio dalle 14 alle 24, in occasione dell’apertura gratuita al pubblico di questo scrigno barocco dal rigore rinascimentale che, dopo un importante restauro, diventa un nuovo polo di arte e cultura per la città di Roma e non solo, grazie alla partnership con Arthemisia.

Affacciato su Piazza Venezia, Palazzo Bonaparte diventa oggi il primo spazio Generali Valore Cultura, il programma pluriennale di Generali Italia nato nel 2016 per rendere l’arte e la cultura accessibili a un pubblico sempre più ampio e per valorizzare il territorio.
Con i suoi tre secoli di storia e i circa 3 mila metri quadrati di mosaici, affreschi e stucchi, questo gioiello opera dell’architetto Giovanni Antonio De Rossi, dal 1972 è parte del patrimonio immobiliare di Generali.
L’apertura straordinaria del 6 luglio sarà l’occasione per celebrare un importante appuntamento con l’arte, in programma il prossimo 6 ottobre.

In autunno Palazzo Bonaparte spalancherà infatti le sue porte agli Impressionisti, con la mostra “Impressionisti segreti”, un viaggio attraverso 50 opere provenienti dalle più importanti collezioni private del mondo e solitamente inaccessibili al pubblico.
Si tratta di capolavori mai concessi prima d’ora in prestito, di artisti quali Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gonzalès, Gauguin, Signac.
L’ile aux Orties di Claude Monet accanto a Tournant du Loing à Moret. Printemps di Alfred Sisley, e ancora Les grands hêtres à Varengeville di Pissarro o a Sul divano di Federico Zandomeneghi sono solo alcune delle opere che i visitatori potranno apprezzare in autunno.

“Palazzo Bonaparte – ha detto Lucia Sciacca, direttore Comunicazione e Sostenibilità di Generali Italia – rappresenta un nuovo passo lungo il percorso tracciato da Generali Valore Cultura in questi ultimi anni. Un progetto che nasce proprio con l’idea di rendere vivo il patrimonio artistico e culturale con iniziative di partecipazione e accessibilità offrendo esperienze innovative, coinvolgenti per le persone e rilevanti per l’intera comunità. In 3 anni, gli eventi di Generali Valore Cultura hanno coinvolto oltre 3,5 milioni di persone con molta attenzione ai giovani e alle famiglie”.

L’intervento di restauro di Palazzo Bonaparte, gestito da Generali Real Estate SGR, è iniziato nel 2017. Durato oltre dodici mesi, ha riguardato sia gli spazi interni che l’esterno dell’edificio, con l’obiettivo di rinnovare e rendere più funzionali gli ambienti, esaltando tutti gli elementi architettonici, storici e decorativi. 
I lavori hanno riguardato, in particolare, i tre piani superiori, sottoposti a un restauro integrale dal punto di vista architettonico ed impiantistico, con l’installazione di nuovi pavimenti, illuminazioni LED, il recupero dei controsoffitti a cassettoni e il rifacimento delle pareti.
Generali Real Estate SGR, lo Studio Pras che ha seguito la progettazione del restauro e l’impresa D’Adiutorio che si è occupata della realizzazione, sono stati affiancati dalla Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma in tutte le scelte progettuali.

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