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Il Quirinale celebra il made in Italy degli ultimi 70 anni, da de Chirico a Boetti

Renato Guttuso, Bucranio, mandibola di pescecane e drappo nero contro il cielo, 1984, olio su tela, 109 x 75,5 cm

Roma – L’appuntamento con i visitatori è a partire dal 2 giugno, Festa della Repubblica. Una ricorrenza non casuale per celebrare, nei sontuosi ambienti del Palazzo del Quirinale, l’arte italiana espressione della creatività e della produttività espresse dal nostro Paese negli ultimi 70 anni, dal dopoguerra a oggi.
Ad anticipare questo percorso che coinvolge tutti gli ambienti della “Casa degli italiani”, nel cortile d’Onore del Quirinale, il Disco in forma di rosa del deserto di Arnaldo Pomodoro, ma anche il Colloquio mitico e il Miraggio mediterraneo di Pietro Consagra, il Personaggio Totem di Mirko Basadella, collocato nei Giardini.

Un progetto “work in progress”

Con il progetto “Quirinale contemporaneo”, a cura di Cristina Mazzantini e fortemente voluto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il patrimonio artistico del Quirinale si arricchisce con un significativo innesto di arte contemporanea italiana e sarà visibile, su prenotazione, a tutti i visitatori del Palazzo.
L’iniziativa, finalizzata alla valorizzazione del patrimonio artistico italiano – ancora work in progress dal momento che altre opere potrebbero arrivare nei prossimi mesi – ha inizio con questa prima selezione di 36 opere e 32 oggetti, concepiti da design italiani e prodotti da aziende italiane, che troveranno collocazione stabile nei cortili, nei saloni e nei giardini del Palazzo che ospita la Presidenza della Repubblica.

“Non si tratta di un’esposizione permanente – spiegano dal Quirinale – ma di una nuova fase intrapresa dal Palazzo che si apre all’arte contemporanea attraverso un’impostazione “mobile”, che consentirà di spostare, far ruotare le opere, introdurne di nuove. Questa iniziativa costituisce un tassello importante nell’immaginare il Palazzo come Casa degli italiani di ieri e di oggi”.

In mostra opere mai esposte

“In occasione dell’iniziativa –
ci tengono a specificare dal Palazzo del Presidente della Repubblica – “nessun museo è stato depredato dei suoi lavori, visto che del percorso faranno parte le opere di proprietà dei familiari degli artisti, degli eredi, delle fondazioni, che fino al momento non erano fruibili dal pubblico.
In questo allestimento “corale” all’interno di questo prezioso Palazzo stratificato dove è possibile, attraverso le vicende degli artisti che vi hanno lavorato, anche tracciare la storia politica e civile del nostro Paese, i mobili di Fornasetti dialogano con le creazioni di Maggiolini o ancora con le due tele di Carla Accardi nella Sala della musica.
C’è Franco Albini nella Biblioteca del Piffetti e c’è la sedia Ghost di Cini-Boeri all’interno del Coffee House. Alighiero Boetti fa invece capolino, dalla Sala delle api, con le sue lettere dai cento colori, mentre il Nero e oro di Alberto Burri spicca nella Sala di Augusto.

Gli Archeologi e La coorte invincibile di Giorgio de Chirico cedono il posto alle donne, da Giosetta Fioroni e Maria Lai a Maria Cristina Finucci, presente nel percorso con un frammento dell’installazione “Help the oceans”.

L’arte contemporanea nelle stanze del Presidente

Anche le stanze del Presidente della Repubblica accoglieranno una serie di opere che però non saranno visibili al pubblico. Nello studio alla vetrata sono stati collocati la lampada Sampei di Enzo Calabrese e Davide Groppi, la lampada Atollo di Vico Magistretti e il tavolino Eros di Mangiarotti.
Nella Palazzina del Fuga ci sono anche le tre lampade Ilio di Ernesto Gismondi per Artemide, il Tavolo curvo di Gio Ponti e Pietro Fornasetti, la lampada Tolomeo Mega di De Lucchi-Fassina, una lampada Arco dei fratelli Castiglioni.

Un’iniziativa attenta ai costi

“Siamo stati molto attenti alle spese – spiegano dal Quirinale -. Nessuna opera è stata comprata e la spesa sostenuta si è riferita unicamente al trasporto, all’installazione e all’assicurazione dei capolavori. Le opere sono state concesse in comodato d’uso, mentre gli oggetti di design sono stati donati alla presidenza della Repubblica dalle case produttrici” .

Il Quirinale luogo evocativo del genio italiano

“L’iniziativa – ha spiegato il Segretario Generale Ugo Zampetti durante la presentazione del progetto alla stampa – parte dalla constatazione che il ricchissimo patrimonio culturale del Palazzo si ferma al Regno d’Italia. Eppure il Quirinale è un edificio vivo, vitale. Il Presidente Mattarella ha lanciato l’idea di colmare questa lacuna inserendo nelle stanze opere d’arte italiane del periodo repubblicano e opere di design dal dopoguerra ad oggi. Così ha preso lentamente forma questo progetto che il 5 luglio sarà ufficialmente oggetto di un’altra presentazione con il catalogo pubblicato da Treccani”.

I visitatori potranno pertanto fruire di un doppio percorso artistico, assolutamente rispettoso dell’identità del Palazzo, che si snoda negli ambienti interni, ma anche negli spazi all’aperto, procedendo in parallelo con un itinerario storico grazie al quale il Quirinale diventa un luogo evocativo di quello che l’Italia ha prodotto attraverso i suoi talenti. La casa degli italiani, appunto, di quelli di ieri e dei figli futuri.

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