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Les Nabis, profeti dell’arte globale

Maurice Denis – Ensemble décoratif pour une chambre de jeune fille  (1891) olio su tela, courtesy © Kröller-Müller Museum

Mondo – Ultimi giorni a Parigi per visitare l’esposizione temporanea Les Nabis et le Décor, in mostra fino al 30 Giugno 2019 al Musée de Luxembourg, un’occasione per meglio conoscere Les Nabis, un gruppo di artisti avveniristi animati dalla ricerca dell’arte totale. Con questo obiettivo, I Nabis producono opere fuori dal comune, e riescono ancora oggi a emozionare per la loro unicità che li pone fra i fautori dell’arte moderna.

Inventori di una propria grammatica artistica, captata al mondo e capace di portare la bellezza in ogni luogo, fino all’interno delle mura domestiche, Les Nabis, “i Profeti” come si auto definiscono adattando il termine ebraico “nebiim”, cercano di cogliere l’anima dell’arte nella convergenza di tutte le espressioni artistiche disponibili, unendo e ponendo allo stesso livello la tecnica, la decorazione, la creazione artistica e l’artigianato.

Un’esperienza di arte totale, a cui partecipano gli artisti del primo nucleo del gruppo: Pierre Bonnard, Edouard Vuillard, Mauris Denis, raggiunti presto da Aristide Maillol, Marguerite Sérusier, Paul Sérusier, Paul-Elie Ranson, Felix Vallotton, Georges Lacombe, Henri-Gabriel Iblels, Ker-Xavier Roussel, Jan Verkade, Jozsef Rippl-Ronai.

L’opera artistica di Paul Gaugin e un’esposizione di stampe giapponesi tenutasi a Parigi, all’Ecole des beux-arts dal 25 aprile al 22 maggio del 1890,  influenza il gruppo, contagiandone lo stile con la sinteticità dello stile, l’espressività delle linee, i colori vivaci modellati a proprio piacimento, i piani verticali al posto della prospettiva.

Un’esposizione da non perdere e da visitare insieme alla collezione permanente del Museo d’Orsay – che grazie alle recenti donazioni è diventata la più grande collezione dei Nabis del mondo -, “Les Nabis et le Décor”, presenta per la prima volta le opere realizzate dal gruppo per le committenze private: decorazione d’interni, stampe, paraventi, disegni, vetrate e tappezzerie, a volte allestimenti originali perduti nel tempo, esposti a Parigi come Art Nouveau dal gallerista visionario di nome Siegfried Bing.

Animate sono discussioni sull’iconografia femminile all’interno del gruppo tese a trasformare il modello contemplativo (maschilista) della “donna fiore” ottocentesco, con il fine di liberarne la rappresentazione dagli stereotipi dell’epoca. Pierre Bonnard sorprende per la vivacità con cui sa cogliere la quotidianità dei suoi soggetti femminili en plein air, in cui le emozioni semplici della vita sono rese da rapidi tratti pittorici, liberi e folgoranti. Formidabili sono le opere pittoriche domestiche di Edouard Vuillard, compiute per le case private, in cui gli stessi  committenti sono riprodotti nell’atto di compiere le loro normali attività casalinghe, inglobandoli nella rappresentazione del loro spazio intimo, elementi della decorazione totale di questa nuova realtà artistica composta da fiori, ritmo, linee e colori.

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