Cappella Roano. Courtesy Sicilia ATI CoopCulture. Mo.Mo. Skira

Palermo – Un gioiello carico di storia e di bellezza, compendio di influenze normanne, bizantine, arabe e benedettine: è il complesso di Santa Maria la Nova, il Duomo di Monreale che nel XII secolo re Guglielmo II d’Altavilla detto il Buono fece erigere in una gara al rialzo con la Cattedrale di Palermo.
Il grandioso edificio di culto, adorno di mosaici che da soli valgono il viaggio, la preziosa Cappella Roano con il Tesoro del Duomo, l’abbazia benedettina con il refettorio e lo scriptorium, l’Aula di San Placido che ospitava l’assemblea dei monaci, il mirabile chiostro medievale, le due torri, il Museo Diocesano presto visitabile in un nuovo allestimento, le terrazze con vista spettacolare sulle vallate circostanti compongono insieme un unicum nel patrimonio dell’arte italiana, un insieme integrato e al tempo stesso portatore di straordinaria varietà e stratificazione storico-culturale.

Da domani, 7 settembre, sarà possibile coglierne appieno il carattere unitario grazie a un inedito percorso di visita che lo abbraccerà in tutte le sue parti. Un biglietto unico al costo di 12 euro, una app di ultimissima generazione per visitarlo in totale autonomia, audioguide in quattro lingue e una nuova guida cartacea edita da Skira sono i pilastri dell’iniziativa nata dalla sinergia tra la Regione Sicilia, la Soprintendenza, la Diocesi e CoopCulture.
Tra le novità dell’itinerario, gli spazi espositivi delle Torri settentrionale e meridionale, ricavati da un restauro che sarà ultimato proprio nei prossimi giorni, e la possibilità di ammirare la preziosa icona della Madonna Odigitria conservata all’interno del Duomo, anch’essa fresca di restauro. Partiranno a breve, invece, i lavori nella sontuosa Cappella del Crocifisso, scrigno di marmi barocchi voluto nel tardo XVII secolo dall’arcivescovo Giovanni Roano.

Ma l’itinerario integrato non mancherà di gettare nuova luce anche sul Chiostro, l’hortus conclusus che doveva ricordare il Paradiso, e sui suoi capitelli pregiati, in cui maestranze lombarde e provenzali diedero vita a un programma figurativo di rara originalità stilistica. Per non parlare del Duomo, dominati dallo splendore bizantineggiante del Cristo Pantocrator, i cui mosaici si estendono su una superficie di 6340 metri quadri: un tesoro in cui confluisce il sapere di maestri artigiani arabi, siciliani, bizantini e probabilmente veneziani, mentre nell’architettura della chiesa si incontrano il modello islamico e quello normanno.

In occasione dell’inaugurazione di domani sarà possibile fruire gratuitamente del percorso di visita, mentre una rappresentazione teatrale riporterà in vita il sogno di Guglielmo II e un imponente videomapping a cura di Odd Agency animerà la facciata della Cattedrale: luci e colori contemporanei per raccontare la storia del sovrano normanno e l’opera che ancora oggi ne custodisce le spoglie.

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