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Profumi “d’autore”: quando l’artigiano batte l’industria

di Stefania Fiorucci
Le nuove fragranze, che fatturano circa 200 milioni di euro, propongono accostamenti inediti, utilizzando materie prime originali capaci di conquistare una nicchia di mercato che apprezza l’estro creativo dei piccoli laboratori
A ognuno il so profumo: la profumeria artistica batte quella industriale

Trovare la giusta combinazione di essenze, capace di raccontare al meglio il nostro stato d’animo e il carattere, è un’impresa assai difficile. L’ostacolo maggiore è rappresentato dall’industria del profumo che, ovviamente, tende a proporre fragranze popolari e comuni che possano trovare il gradimento del maggior numero di persone.

E’ importante sapere, però, che esiste un altro mondo composto da veri e propri artisti che sperimentano e creano abbinamenti inediti, capaci di regalare momenti unici sorpassando la distinzione di genere. La profumeria artistica, infatti, propone quasi esclusivamente fragranze unisex. Un modo di pensare che ha influenzato il mondo della profumeria “commerciale” che sta proponendo un numero sempre maggiore di fragranze no-gender.

Profumo

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Nel 2016 la profumeria alcolica d’autore ha registrato circa 200 milioni di euro di fatturato pari a circa il 2% dei 9 miliardi di euro delle vendite complessive del Beauty italiano, valori in costante e rapida crescita che evidenziano come il mercato sia ancora molto da esplorare e raccontare.

Insomma, un settore vivace che sembra gridare “a ognuno il suo profumo”, che permette l’utilizzo di essenze di altissimo livello e spinge al massimo l’estro creativo usando materie prime originali che i profumi industriali trascurano. Il risultato è l’assenza completa di categorizzazioni in base al sesso. I profumi femminili non sanno più solo di fiori e cipria e quelli maschili di tabacco e spezie perché la differenza di genere non c’è più da moltissimo tempo e le essenze più comuni e diffuse sono viste con poco interesse dai creativi che operano in questo campo specifico.

Tabacco 2

Varcando la soglia delle 250 profumerie artistiche, il 5% delle 6.000 sparse per l’Italia, si sentono altri odori e la scelta si fa solo col naso e la mente: dai nuovi profumi ai legni di Hinoki e quello di Palo Santo” ha spiegato Maurizio Cerizza, membro del board di CFF Creative Flavours & Fragrances e creatore di profumi per numerosi marchi internazionali: “La profumeria di nicchia ci permette di scegliere in modo molto creativo e percorrere strade nuove spinti solo dalla curiosità. Il legno di Hinoki ha una nota citrina e fresca simile alle foglie del cipresso e un fondo che invece ricorda il vetiver, il legno di Palo Santo è più fresco e anisato come l’anice ma possiede anche nuances ‘animalizzate".

Fra le essenze del 2018 spiccano anche le note al rum, al whisky torbato e all’odore del calvados. Per l’estate alle porte sono in arrivo le nuove note agrumate inedite come le essenze di juzu giapponese, agrume acido già usato dagli chef in cucina, e del piccolo mandarino cinese Kumquat.

Kumquat

E dopo il pepe, leader fra le spezie di questo anno c’è lo zafferano.

I profumi emergenti, visti a "Esxence, the scent of excellence", la fiera a Milano interamente dedicata alla profumeria artistica, sono: la pelle scamosciata, patchouli e zafferano insieme a quelli alle foglie verdi, mela, gelsomino e muschio; le fragranze concepite in Australia e create in Francia, racchiuse in flaconi a forma di muscolo cardiaco e le creazioni ad alto contenuto di estratti, al 20%, di fresia rosa, zafferano e fiore di loto ideate dal leader della rock-band svedese Vacuum e da Laurent Mazzone.

Marmo

I “Profumi del Marmo” stanno riscontrando interesse e sono stati accolti con entusiasmo, come quello di Carrara e che sanno di mare e di montagna, dotati di placca in oro battuto dai Monetieri dell’Antica Zecca di Lucca. Cosi come il nuovo filone delle fragranze green al 100%, come quelle australiane di Goldfield & Banks e quelle naturali giapponesi che contengono alcol vegetale e fiore di loto della maison DI Ser.

L’importanza che un odore ha nella nostra vita, soprattutto sociale, è dimostrato anche da studi scientifici. Il Dottor Myron Hofer, del Dipartimento di Psichiatria dell'Università della Columbia Britannica, insieme ai suoi collaboratori ha pubblicato uno studio su The Journal of Personality and Social Psychology, sostenendo che annusare il profumo del proprio partner su un indumento comporta inaspettati benefici.