Cresce ancora la domanda di acquisto di immobili italiani da parte degli stranieri e si attesta a +4,1%. Ciò nonostante la frenata registrata a luglio e agosto, per via del cambio di governo, che conferma come i possibili acquirenti esteri siano sensibili all’instabilità politica del paese in cui intendono investire ma anche di quello di origine. A riprova di questo, le richieste della Gran Bretagna scendono del -15,55%, condizionate, con tutta probabilità, dalla Brexit. Questo emerge dal Report 2019 di Gate-away.com, che ha monitorato richieste provenienti da oltre 150 paesi, nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2019, paragonando i risultati con l’anno precedente.

Prima in classifica, tra le regioni con più istanze, è come sempre la Toscana, nonostante abbia registrato un -5,24%, rispetto al 2018. Seguono la Puglia (-9,66%), che supera la Lombardia, anch’essa in calo del -9,52%. La Liguria si conferma in quarta posizione (-0,12%). Al quinto posto troviamo la Sicilia dei record, in crescita del 37,05%, così come l’Abruzzo,con un +28.14% nel 2019. A seguire Umbria (+29,02%), Piemonte (+1,97%), al nono posto la Sardegna (-17,82%) e Calabria che continua a salire (+9,32%.), dopo l’exploit del 2018.

“Questo è il segno che le richieste, da sempre incentrate maggiormente su alcune regioni, si stanno spalmando su tutta la penisola. Gli stranieri cominciano a conoscere l’Italia. Ciò avviene grazie alla promozione territoriale, in cui si concentra gran parte delle attività di Gate-away.com, e al lavoro delle agenzie che, in alcuni territori, hanno creato una rete che permette una maggiore cassa di risonanza dei borghi sconosciuti anche alla maggioranza degli italiani”, commenta Simone Rossi, General Manager di Gate-away.com.

Il valore medio dell’immobile richiesto dagli stranieri è di 364.280 euro. La cifra è in leggero aumento rispetto al 2018. Maggiori sono state infatti le richieste per la fascia di prezzo che va dai 250 mila a 500 mila euro (+6,43%) e da 500 mila a 1 milione (+10.97%).

Fra le nazione da cui provengono più istanze si confermano gli Stati Uniti (al primo posto con +15,84%), segue la Germania che perde terreno rispetto al 2018 di -3,81%, così come il Regno Unito, che conferma il 3 posto nonostante il -15,55%. Crescono dell’11,51% gli stranieri che fanno richieste di un immobile quando si trovano in Italia. I francesi, rispetto al 2018, guadagnano un +26,9%. Seguono Belgio, Olanda e Svezia, Canada, Svizzera, Austria.

Il compratore tipo ha un’età compresa tra i 56 e i 65 anni, un elevato titolo di studio (23% laureato e il 20,3% con master) e dei figli (73%); a livello lavorativo, il 36,1% percepisce un salario come impiegato, mentre il 29,5% è un lavoratore autonomo. Questo emerge da un sondaggio che abbiamo effettuato sui 50 mila stranieri iscritti alla nostra newsletter. Chi sceglie l’Italia, sempre in base al sondaggio, l’ha già visitata almeno due volte nel 2019 (42,7%) per una vacanza (49%) o per una vacanza in cui ha approfittato per visitare degli immobili (34%).

Gate-away.com ha interrogato gli stranieri anche sulla loro intenzione di comprare una casa in Italia: il 51,5% ha risposto che il Belpaese è l’unica scelta; mentre il 32,9% la considera come una delle opzioni. Il 28,7% degli intervistati ha risposto che passerebbe 6 mesi all’anno in Italia, mentre il 24,1% si trasferirebbe per tutto l’anno.
“Nel formulare le domande da inviare ai nostri utenti– commenta Annalisa Angellotti, Direttore del reparto Marketing e Comunicazione di Gate-away.com – ci siamo chiesti cosa spingesse uno straniero a scegliere l’Italia. Abbiamo verificato che il 57,5% cerca una qualità della vita, il 48,7% arte, cultura e tradizioni, il 48,1% natura e clima, il made in Italy al 33,6%, il 28,2% ha origini italiane, mentre il 15% per raggiungere degli amici che si sono già trasferiti”.

Fra le criticità emerse, dal punto di vista dello straniero interessato a investire in Italia, il 32,5% ha sottolineato l’eccessiva burocrazia, il 29,7% la tassazione e il 21,1% l’instabilità politica.
“Infatti, tornando al Report 2019, continua Simone Rossi – possiamo ormai confermare che un periodo di instabilità politica condizioni la richiesta di immobili in negativo. Se a giugno 2019 abbiamo registrato una crescita dell’11.71% rispetto al 2018, da luglio, con la crisi di governo in atto, le cose sono cambiate e si è passati a un -0,79%, fino a toccare il -6,14% di agosto. A settembre, con la formazione del nuovo Governo, le richieste sono riprese a salire, raggiungendo un +8,85%”.