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Michele Riondino è il "madrino" della Mostra del Cinema di Venezia 2018

di Aurora Edoardi
Per lui è un ritorno al Lido di Venezia, anche se stavolta dovrà indossare un abito tutto nuovo: quello del "madrino" della Mostra. Michele Riondino condurrà le cerimonie di apertura e chiusura della kermesse lagunare
L'attore pugliese è il terzo uomo nella storia ad avere questo ruolo
Riondino condurrà le cerimonie di apertura e chiusura della Mostra di Venezia

Un onore del genere è toccato solo a due uomini prima di lui: ad Alessandro Gassmann, che affiancò Livia Azzariti nell’edizione del 1998, e ad Alessandro Borghi l’anno scorso. Sarà Michele Riondino il “madrino” della settantacinquesima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si svolgerà al Lido dal 29 agosto all’8 settembre sempre sotto la direzione artistica di Alberto Barbera. Suo dunque il compito di fare da maestro di cerimonia al taglio del nastro della kermesse lagunare, e alla cerimonia finale di premiazione, quando verranno consegnati il Leone d’Oro e i premi collaterali della Mostra. Per l’attore pugliese non è certo una prima volta a Venezia, visto che nel corso degli anni ha partecipato alla Mostra diverse volte con i suoi film.

Classe 1979, Riondino ha debuttato al cinema nel 2003 nel film diretto da Eleonora Giorgi Uomini & Donne, Amori & Bugie, ma la notorietà presso il grande pubblico è arrivata grazie alla sua partecipazione a Il passato è una terra straniera di Daniele Vicari, dove recitava in coppia con Elio Germano. Tra i suoi lavori più importanti ci sono sicuramente Fotrapasc di Marco Risi (in cui interpretava il giornalista Giancarlo Siani), Dieci inverni di Valeio Mieli, Noi credevamo di Mario Martone, Bella addormentata di Marco Bellocchio. Per la televisione, Riondino ha interpretato il ruolo da protagonista ne Il giovane Montalbano e in Pietro Mennea: la freccia del sud. Riondino è il fondatore e co-direttore artistico del concerto del Primo maggio di Taranto; prossimamente lo rivedremo sul grande schermo nel film di Antonello Grimaldi Restiamo amici.