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Recensione di "Annientamento", il nuovo film Netflix con Natalie Portman

La protagonista de Il cigno nero e Jackie si cimenta in un fanta-thriller in cui tutte le regole scientifiche vengono stravolte. Il film, di genere fanta-thriller, è disponibile su Netflix dal 12 marzo.
Natalie Portman torna alla fantascienza nel film Annientamento

Dopo aver recitato nella seconda trilogia di Star Wars, il Premio Oscar Natalie Portman (Closer, V per Vendetta, Il cigno nero, Jackie) torna a cimentarsi con la fantascienza in un produzione originale Netflix, in onda dal 12 marzo. Si intitola Annientamento (titolo originale Annihilation) il suo nuovo film, opera seconda del 47enne sceneggiatore e regista inglese Alex Garland (Ex Machina). Stavolta niente astronavi né guerre stellari per l’enfant prodige del cinema americano (che debuttò a 13 anni nel film di Luc Besson Leon), ma un avventuroso fanta-thriller che parla di strane mutazioni genetiche, misteriose sparizioni e forze sovrannaturali da capire e spiegare.

Portman interpreta Lena, una biologa dedita alla ricerca e all’insegnamento universitario dopo svariati anni trascorsi come Soldato del’Esercito Americano. Quando il marito, il Sergente Kane (Oliver Isaac) torna a casa dopo un anno di sparizione, Lena viene convocata da un gruppo di scienziati capitanati dalla Dottoressa Ventress (Jennifer Jason Leigh), per indagare sulla malattia mortale contratta dal marito, e manifestata al momento del suo ritorno dalla misteriosa Area X. Viene dunque organizzata una spedizione in questa zona in cui si sono verificati strani incidenti e avvenimenti inspiegabili: niente e nessuno è mai tornato da quel luogo circostante un faro, e invaso dal cosiddetto Bagliore, area in cui tutte le normali regole evoluzionistiche vengono sovvertite. Lena accetta l’incarico (unico modo per provare a salvare il marito), e si unisce alla squadra formata da Ventress e  da altre tre ragazze specializzate in vari ambiti scientifici. La spedizione porterà le 5 donne a valicare una sorta di muro iridescente (l’apparenza è quella del liquido delle bolle di sapone) per scoprire un mondo in cui si verificano incroci genetici impossibili in natura e si incontrano forme di vita del tutto inedite (un animale che sembra l’incrocio di un alligatore con uno squalo, arbusti fioriti che crescono assumendo la forma di esseri umani).

Tratto dal romanzo omonimo dello scrittore americano Jeff VanderMeer (primo della saga della Trilogia dell’Area X), Annientamento è un film al quale lo spettatore deve avvicinarsi con il desiderio di lasciarsi meravigliare, di immergersi completamente in un mondo in cui ogni regola logica o scientifica tradizionale viene annientata/stravolta. Il Bagliore e l’Area X, diventano inevitabili protagonisti della pellicola, con il senso di stupore e mistero che suscitano (nelle protagoniste e nello spettatore), e con la curiosità di capire cosa ci sia veramente dietro gli enigmi che nasconde.

La squadra di donne funziona bene, perché le cinque protagoniste sono molto diverse l’una dall’altra: differenti sono i punti di vista di ciascuna sugli accadimenti, diverse le personalità e sensibilità di ognuna, dissimili gli approcci a un mondo in cui niente funziona come dovrebbe (e in cui l’esattezza scientifica perde di valore).

Bella la fotografia dell’inglese Rob Hardy (che ha appena finito di lavorare a Mission Impossible – Fallout), che sceglie le tinte fredde del blu e del verde per dare una sensazione di distacco e  distanza (psicologica ed emotiva) a un mondo che appare respingente e incomprensibile.

In breve: il film piacerà agli amanti del genere “New Weird”, commistione di fantasy, fantascienza e horror con tendenze al bizzarro, che si caratterizza per il completo sconvolgimento delle coordinate logiche e spazio-temporali. A tratti lento e stiracchiato, “Annientamento”, è un prodotto apprezzabile dal punto di vista tecnico, che desta curiosità ma non particolare emozione.

Aurora Edoardi