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A Berlino, Normal o la follia dei generi

(ANSA) BERLINO 11 FEB – ‘Normal’, il nuovo film documentario di Adele Tulli presentato alla Berlinale a ‘Panorama’, e successivamente distribuito nelle sale italiane da Istituto Luce Cinecittà non racconta solo, in immagini e senza commento, gli stereotipi di genere, ovvero dell’essere uomo e donna oggi, ma fa molto di più. La regista, classe 1982, mette lentamente sotto i riflettori e ingigantisce la realtà mostrando quanto ci sia in essa di oggettiva follia. Elenchiamo solo alcune di queste realtà normal-anormal presentate nel film: donne agli ultimi mesi di gravidanza in piscina che si misurano con una ginnastica pre-parto; un bambino vestito di tutto punto dal padre da pilota per partecipare a una gara di mini-motociclismo; una bambina alle prese con i suoi primi buchi alle orecchie; un corso di lap dance. In questo caravanserraglio di situazioni tutto il grottesco di ciò che ci circonda e che neppure vediamo.
    Dice la Tulli “Normal non ha alcuna volontà di dare risposte sui generi, ma casomai creare degli interrogativi”.
   

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