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C’era una volta Sergio Leone, tra mito e rivoluzione

(ANSA) – ROMA, 16 DIC – In C’era una volta in America, Noodles (Robert De Niro) attraversando un portone di Coney Island, ci trasportava nel racconto a trent’anni dopo. E’ una delle tante emozioni ricreate in C’era una volta Sergio Leone, coinvolgente mostra dedicata al grande cineasta romano, concepita e realizzata dalla Cinémathèque Française e la Cineteca di Bologna, che dopo il debutto circa un anno fa a

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Parigi (dove ha ottenuto un grande successo), riporta gli universi cinematografici e privati del cineasta nella sua città, al Museo dell’Ara Pacis, dal 17 dicembre al 3 maggio.
    Un viaggio scandito da oggetti personali, come la scrivania del regista, alcuni dei suoi libri o il piano Petrof dove Ennio Morricone faceva ascoltare all’amico d’infanzia (erano compagni di scuola alle elementari) le partiture delle colonne sonore per i suoi film, insieme a modellini, scenografie, sceneggiature, storyboard, bozzetti, costumi, oggetti di scena, centinaia di fotografie dal set e di famiglia. Un mondo di immagini e suoni arricchiti dagli schermi, che ci riportano ai capolavori del cineasta, capace tanto di rivoluzionare le forme di racconto, il genere western in primis, quanto di celebrare il mito. “Sono molto emozionata perché questa mostra che ho già visto a Parigi è straordinaria – spiega l’ad della Leone Film Group, e figlia del cineasta, Raffaella Leone (sorella di Andrea e Francesca), che con la famiglia ha messo a disposizione molto del materiale -. Si racconta mio padre, l’uomo, il regista. E’ come un tuffo nel passato. Ho apprezzato il far vedere da dove è partita la sua opera e dove è arrivata, facendo capire cosa ha lasciato nel tempo. Mi ha emozionato anche il racconto di quell’ironia che gli apparteneva. Poi non c’era posto più bello e significativo per riportare a Roma un romano. So che per lui sarebbe stato molto importante di questa mostra, ne sarebbe stato soddisfatto”. (ANSA).
   

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