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Kosslick alla sua ultima Berlinale, felice dei 18 anni

BERLINO – “Tanti mi dicono che ho levato loro l’ansia da tappeto rosso…”. Bando ai sentimentalismi e alla malinconia, è piuttosto un bilancio positivo quello che arriva dopo 18 anni alla direzione della Berlinale, dove sono stati promossi “tanti giovani talenti”: Dieter Kosslick ha presentato oggi la sua ultima edizione del festival cinematografico dell’Orso d’oro alla stampa straniera di Berlino, dicendo di essere “in forma e pronto per il divertimento”. Nonostante le molte polemiche che lo hanno investito, il volto del festival delle ultime due decadi, ha ostentato orgoglio per i risultati raggiunti: “Sono molto felice di aver potuto essere direttore per 18 anni di questo meraviglioso festival. E la cosa che mi soddisfa di più è che il nostro pubblico sia rimasto fedele, e sia quadruplicato”. In concorso quest’anno c’è il film di Claudio Giovannesi, “la Paranza dei bambini”: “il cinema italiano non ha certo da lamentarsi con la Berlinale..”, ha ironizzato alludendo alle recenti vittorie. E anche la paranza dei bambini “è un film molto molto buono”, per il direttore artistico. Una pellicola “impressionante”, la definisce parlando all’ANSA a margine, “dal punto di vista della recitazione, ma anche politicamente: perché questi ragazzi non hanno chance”. Si tratta degli adolescenti immortalati da un libro di Roberto Saviano, e questo – spiega fra l’altro – è la garanzia che quel che viene raccontato sia “vero”. “Siamo rimasti molto impressionati quando abbiamo visto che questi quattordicenni vanno dai boss della mafia e chiedono un posto di lavoro. Non dicono, ‘vogliamo diventare criminali’, dicono che vogliono lavorare. Ma il lavoro non c’è, e l’unica attività possibile è per l’organizzazione criminale. E il film tocca proprio il cardine del problema. Quando non ci sono alternative all’emergenza economica la mafia fiorisce. E alternative non ce ne sono da anni e decenni, e su questo bisognerebbe riflettere”. Il Festival sarà come sempre occasione per affrontare temi controversi e duri: “il privato è altamente politico”, ha detto a un certo punto Kosslick, citando uno slogan del femminismo tedesco delle origini, valido in qualche modo anche per la situazione di oggi. Ad aprire l’edizione 2019 sarà il film del francese Francois Ozon, “Grace a Dieu”, sui casi di pedofilia nella chiesa di Lione. Mentre il brasiliano “Marighella”, fuori concorso, mostrerà la caduta di un presidente eletto, e l’arrivo della dittatura. In “Mr jones”, produzione polacca-ucraina-britannica, si rappresenta in modo drammatico come 3 milioni di persone siano morte in Ucraina sotto Stalin. “Non lo si guarda volentieri, ma è importante”, il commento di Kosslick. “La Berlinale di quest’anno sarà anche un po’ francese”, ha poi tenuto a dire, ricordando che presidente di giuria è Juliette Binoche. “L’ho incontrata ieri a Parigi, col suo charme, mi è parsa molto concentrata e ordinata come sarebbe un tedesco. O forse farei bene a dire come sarebbero stati tedeschi di una volta…”, ha ironizzato.(ANSA)

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