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Montaldo, cultura contro l’intolleranza

(ANSA) – VENEZIA, 5 SET – “Per combattere la rabbia, l’intolleranza e l’ignoranza nella società di oggi, c’è una parola, che a volte ormai sembra quasi una parolaccia, cultura: sapere, studiare e anche vivere insieme l’esperienza del cinema, bisognerebbe ripartire da lì”. Lo dice all’ANSA Giuliano Montaldo, che torna al Lido per la presentazione a Venezia Classici della versione restaurata da CSC – Cineteca Nazionale presso i laboratori di Istituto Luce – Cinecittà del suo esordio alla regia, Tiro al Piccione del 1961, il primo film su Salò dalla fine della guerra.
    “Al pubblico piacque, ma la critica, da destra e da sinistra, mi fece a pezzi. Fu un grande dolore, pensai anche di cambiare mestiere. Non rivedo il film da allora” spiega il regista, classe 1930. Ambientata nel 1943, la storia ha per protagonista Marco (Jacques Charrier), che dopo la fuga del re decide di arruolarsi da volontario nella Repubblica di Salò, perché crede in quegli ideali. Ma di fronte alle violenze a cui assiste le sue convinzioni iniziano a vacillare.
   

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