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Morricone, oggi spesso musiche dilettanti

ROMA – “L’ispirazione non esiste, o meglio nel mio lavoro c’è per l’1%, il resto è traspirazione, sudore”. Così, citando Thomas Edison, Ennio Morricone sintetizza, con un sorriso e la consueta modestia, quell’arte che gli ha permesso di scrivere centinaia di colonne sonore per le quali ha vinto, fra gli altri, due Oscar, 6 Bafta e 10 David Di Donatello. Il compositore è stato protagonista di una cerimonia al Colosseo dove ha ricevuto dal ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli il premio “Presidio Culturale Italiano” organizzato dall’associazione Cultura Italiae.

“Sono molto emozionato”, dice ai giornalisti, e nel dialogo che introduce la premiazione riserva qualche strale al cinema di oggi: “Ora i tempi sono cambiati, il lavoro è meno perché si chiamano spesso per le colonne sonore dei dilettanti che magari usano pure i sintetizzatori. Oggi è difficile che si faccia uso di musiche originali, solo i grandi registi non ci rinunciano”. Guardando al suo lavoro, “si parla sempre della mia musica nel cinema, ma non ho scritto solo quella, ne ho composta anche di sinfonica, corale, complessi strumentali. Si ricordano però sempre e solo le colonne sonore e questo mi dispiace moltissimo”. Comporre musica da film “non so se sia un lavoro duro, ma penso di no, sennò diventerebbe una sofferenza, Deve essere una gioia anche discutere le proprie idee, riuscendo a volte a imporle al regista e al film. Altre volte bisogna andare a patti”.

In questi anni ha fissato una regola: “Una buonissima musica non può riuscire a fare nulla per un brutto film. Oltretutto quando la colonna sonora arriva, spesso il film è già completo e il regista rischia di avere qualcosa che non corrisponde a ciò che ha fatto. Per questo io inizio a scrivere già quando partono le riprese”. Per Bonisoli i premi a Morricone “non sono mai abbastanza. È una persona che con la sua opera, la sua musica, la sua arte ha costruito qualcosa di cui beneficiamo tutti. Sono felice oggi di potergli dire ancora una volta grazie per quello che ha fatto per la nostra cultura”. Tra le colonne sonore del maestro preferite del ministro ci sono Mission e Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto: “Morricone cambiando, evolvendosi, rispecchiando anche le tematiche della nostra società negli anni è stato una delle ragioni per cui il nostro cinema ha avuto successo. Lui l’ha accompagnato, lo ha valorizzato in quanto patrimonio”.

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