Il 4 giugno 1994, appena 12 ore dopo la fine del suo film più ambizioso e impegnativo, “Il Postino“, Massimo scivolava dal sonno alla morte nella casa di sua sorella Annamaria, a Ostia, dove aveva trovato rifugio dopo le fatiche di un set che non avrebbe dovuto affrontare.
Era rassegnato ad andare incontro al suo destino, del resto giocava a nascondino con la morte da sempre e spesso ci aveva fatto dell’ironia .Si era formato sulle tavole del palcoscenico e ha costruito la sua carriera passo dopo passo. Prima in teatro poi nel mondo del cinema come attore e regista. Erede del Grande Eduardo De Filippo e di una napoletanita’ irridente e dolente. Troisi si ricorda soprattutto per la sua umiltà intelligente e di un uso sapiente di parole e messaggi. “Uno dei film preferiti dal grande pubblico è “Ricomincio da tre”, non solo per la straordinaria interpretazione di Massimo Troisi, ma per il messaggio positivo che il protagonista lancia: “Ricomincio da tre, e non da zero, perché qualcosa di buono l’ho già fatto” . Ed è proprio questo il messaggio che ha lasciato.

