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Oscar al via, arrivano gli Avengers?

(ANSA) LOS ANGELES, 24 FEB -Tutto è pronto al Dolby Theater di Los Angeles che, dalle 17 (le due di notte in Italia) ospiterà la 91ma edizione degli Academy Awards. Due ore prima inizierà la sfilata delle star sul tappeto rosso, che quest’anno, viste le insolitamente rigide temperature, è stato coperto da una tensostruttura in grado di proteggere dal freddo. Niente pioggia però. Le previsioni del tempo danno una tregua rispetto alle tante precipitazioni che la città di Los Angeles ha avuto in questi giorni. Dopo la sfilata, le star si accomoderanno dentro il teatro e la cerimonia avrà inizio. Quest’anno il senso di curiosità per quello che succederà sul palco è aumentato dal fatto che non ci sarà un vero presentatore della serata. Voci vorrebbero gli attori di Avengers tentare di salvare la serata come solo dei supereroi sanno fare. Un’altra voce di corridoio vorrebbe Woopy Goldberg presentatrice a sorpresa. L’attrice nell’ultima settimana non ha partecipato alla trasmissione The View, di cui è ospite fissa. Ufficialmente avrebbe l’influenza ma, dal momento che anche The View è trasmessa dall’emittente americana ABC che metterà in onda la diretta degli Oscar, molti ipotizzano che la sua assenza sarebbe dovuta alle necessarie prove per la conduzione di questa notte. La Goldberg ha già presentato in passato la celebre Notte degli Oscar nel 1994, 1996, 1999 e nel 2000. In ogni caso non mancheranno i momenti di spettacolo che si avvicenderanno fra gli annunci dei vincitori, in 24 categorie che, contrariamente a quanto annunciato qualche giorno fa, saranno tutte presentate durante la diretta televisiva. La notizia dell’assegnazione di alcune categorie minori durante gli stacchi pubblicitari per accorciare i tempi della cerimonia aveva causato infatti la sollevazione popolare di chi nella Industry lavora nei tanti campi tecnici. I producer dello spettacolo televisivo Donna Gigliotti e Glenn Weiss avevano dovuto dunque fare marcia indietro. Gigliotti e Weiss hanno sostituito Michael De Luca e Jennifer Todd, produttori della cerimonia dello scorso anno che, visti i numeri della diretta televisiva, di anno in anno sempre più disastrosi, avevano rinunciato all’incarico per il 2019. Come mai gli Oscar non hanno più il fascino che fu? Il motivo principale è da cercare nell’evoluzione, o forse sarebbe meglio dire involuzione, dell’industria dei cinema contemporanea. Il cinema oggi subisce la concorrenza spietata dei tanti tv show di qualità che sono emersi negli ultimi anni, complice un’offerta televisiva e di streaming aumentata vertiginosamente grazie a piattaforme come Netflix, Hulu eccetera. Netflix in particolare sta conquistando il mercato dell’intrattenimento, ne è una riprova la sua prepotente entrata anche nell’Olimpo degli Oscar, con 10 nomination a Roma, il film di Alfonso Cuar¢n prodotto dalla piattaforma di streaming. Il lavoro delle major quindi si sta riducendo alla produzione di pochi blockbuster, solitamente snobbati dall’Accademy in sede di premiazioni. Infatti, proprio per cercare di riportare il grande pubblico agli Oscar, l’Academy aveva annunciato mesi fa l’aggiunta di una categoria, un Oscar al miglior film popolare, ma la misura è stata ritirata. La popolarità di un film si misura al botteghino e non con una statuetta. I maligni dicono che è per questa ragione che ben tre film andati molto bene al botteghino (Bohemian Rhapsody, A Star is Born e Black Pather) sono stati inseriti nella categoria miglior film. 

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