(ANSA) ROMA 17 GEN – Finalmente l’Albertone nazionale approda
al Dizionario Biografico degli Italiani edito dall’Istituto
della Enciclopedia Italiana Treccani, appena pubblicato.
    Già dagli inizi degli anni Sessanta si sarebbe potuto
smontare un luogo comune – anche critico – che ha perseguitato
Alberto Sordi per tutta la vita: la sua identificazione con vizi
e difetti dell’italiano medio. Ettore Scola ha sostenuto più
volte una tesi opposta: Sordi è l’italiano impazzito, in cui
pulsioni socialmente inconfessabili hanno preso il sopravvento
sulla rispettabilità piccolo-borghese. Con queste parole si apre
la voce curata dal critico cinematografico e storico del cinema
Alberto Crespi.
    Si va dagli esordi ai grandi successi, fino ai progetti non
realizzati, con aneddoti e rivelazioni come quando dopo i due
insuccessi iniziali Fellini lo volle a tutti i costi nel 1953
per I vitelloni, pur dovendo accettare che il nome di Sordi non
comparisse nei manifesti del film, affinché la gente non
scappasse dal cinema.
   

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