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Weinstein: legali chiedono rimozione giudice

“Il giudice e’ di parte” e la difesa di Harvey Weinstein ne chiede la rimozione. Il magistrato che presiede sul processo newyorchese contro l’ex produttore di Hollywood si e’ visto recapitare una lettera con la richiesta di farsi da parte per aver minacciato di mandare in prigione l’imputato se non avesse smesso di mandare sms dall’aula del tribunale.
    Prevedibilmente il giudice James Burke ha risposto picche: “Non c’era nulla di incendiario o di parte nel rimproverare un imputato che non rispetta i regolamenti della corte”, ha detto il magistrato in apertura dell’udienza: “Non ho alcun pregiudizio verso di lui e anzi, ho fatto il possibile perche’ il vostro cliente abbia il processo equo che si merita”.
    Un legale di Weinstein aveva scritto ieri al giudice affermando che i suoi commenti “ne hanno messo in dubbio l’imparzialità”. L’uso dei cellulari in aula è severamente proibito dalla corte, ma l’avvocato aveva sostenuto che Weinstein avrebbe inviato i messaggi prima dell’inizio dell’udienza.
    L’avvocato, Arthur Aidala, aveva osservato che le parole del giudice “hanno aggiunto un ulteriore elemento ai molti ingiusti pregiudizi” che il suo cliente ha di fronte. Procede intanto con difficoltà la selezione della giuria: molti dei potenziali giurati sono state esclusi perchè a conoscenza del caso e convinti che Weinstein dovrebbe essere riconosciuto colpevole.
    “E’ un procedimento laborioso” ha detto un ufficiale giudiziario al sito Deadline Hollywood davanti a oltre duemila convocazioni inviate per quello che dovrebbe essere un processo di otto settimane. La selezione dovrebbe proseguire la prossima settimana in vista della scadenza del 21 gennaio fissata al momento per la presentazione del caso da parte della procura e della difesa.
    Weinstein e’ accusato a New York di violenze e stupro su due donne mentre un altro caso si e’ aperto a Los Angeles con quattro capo di imputazione basati sulle denunce di altre due donne, tra queste una attrice italiana. L’ex boss di Miramax, che ha 67 anni e che rischia dunque di restare a vita in prigione se riconosciuto colpevole, ha sempre sostenuto che con le sue accusatrici il sesso e’ stato consensuale. 

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