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Papa Francesco: "Un onore essere chiamato rivoluzionario"

Poi aggiunge: "Le anime cattive dopo la morte non vengono punite, quelle che si pentono ottengono il perdono di Dio e vanno tra le fila delle anime che lo contemplano, ma quelle che non si pentono e non possono quindi essere perdonate scompaiono"
Papa Francesco onorato di essere un rivluzionario
Papa Francesco.

Roma - Papa Francesco è onorato di essere definito "un rivoluzionario": lo ha detto lui stesso in un colloquio con Eugenio Scalfari su Repubblica, dopo che il fondatore del quotidiano gli aveva ricordato che usa spesso questa definizione nei suoi confronti. "E' una parola che mi onora nel senso in cui la dice", ha detto il Pontefice.


   Nell'intervista il Papa tocca diversi temi, tra cui l'energia come "strumento della creazione" e l'estinzione delle specie. "Ciascuna specie dura migliaia o forse miliardi di anni, ma poi scompare", spiega. "L'energia ha fatto esplodere l'universo che di tanto in tanto si modifica. Nuove specie sostituiscono quelle che sono scomparse ed è il Dio creatore che regola questa alternanza". 
  

 Francesco ha anche offerto un'interessante spiegazione su dove finiscono le anime cattive dopo la morte: "Non vengono punite, quelle che si pentono ottengono il perdono di Dio e vanno tra le fila delle anime che lo contemplano, ma quelle che non si pentono e non possono quindi essere perdonate scompaiono. Non esiste un inferno, esiste la scomparsa delle anime peccatrici".

E il riferimento va agli uomini di mafia: "Ci sono i cristiani finti, quelli che dicono "Gesù è risorto, io sono stato giustificato da Gesù sono nella vita nuova ma vivo una vita corrotta". Questi cristiani finti finiranno male", ha tuonato durante l'udienza generale, aggiungendo: "Tutti siamo peccatori. Ma il corrotto fa finta di vivere una vita nuova. Per non andare lontano pensiamo a casa. Ai cosiddetti cristiani mafiosi, si dicono cristiani, ma portano la morte nell'anima e la danno agli altri. Preghiamo per loro".

   Tornando all'intervista di Scalfari, il Pontefice ha parlato anche di Europa che "deve rafforzarsi, politicamente e moralmente". "Ci sono anche qui molti poveri e molti immigrati", ha osservato, "abbiamo detto di voler conoscere la modernità pure nelle sue cadute. L'Europa è un continente che per secoli ha combattuto guerre, rivoluzioni, rivalità e odio, perfino nella Chiesa. Ma è stata anche una terra dove la religiosità raggiunse il suo massimo e proprio per questo io ho assunto il nome di Francesco: è uno dei grandi esempi della Chiesa che va compreso e imitato".