Salta al contenuto principale
  • BUONGIORNO ITALIA! È importante aggiungere più vita agli anni, non più anni alla vita.Anonimo

Morti per una patria indifferente

Oggi in Italia sono 7000 i malati  per uranio impoverito e le vittime accertate 363. Nel 2005 morì il maresciallo Giovanni Luca Lepore, la sua ed altre famiglie attendono giustizia. Sono sorte associazioni che vogliono essere ascoltate dalla politica
uranio
Numerose associazioni chiedono giustizia per le morti per uranio impoverito

“Verità e giustizia per le vittime dell’uranio impoverito”. Domenica 4 novembre in occasione della festa delle Forze Armate e del centenario della vittoria della Grande guerra un gruppo folto di persone  si è presentato pacificamente  con uno questo striscione. Oggi in Italia sono 7000 i malati  per uranio impoverito e le vittime accertate 363. Da tempo   la stampa affronta con decisione il "mistero" delle troppe vite distrutte nelle zone coinvolte, loro malgrado, nelle attività di guerra, vedi anche i poligoni di tiro dove si esercitano i soldati della Nato . E fu la trasmissione “Report” ad effettuare un ampio servizio. Anche la famiglia Lepore chiede da tempo giustizia ed ha messo in piedi l’associazione “Amici e parenti delle vittime veleni di guerra”. Giovanni Luca Lepore classe 1974 era un maresciallo dell’Aeronautica Militare che quando morì aveva una bimba di appena un anno. Era operativo a Bovolone (Verona) e  si esercitava al poligono a Salto di Quirra (Sardegna) poligono internazionale dove si esercitano anche le forze del comparto Nato. Lepore morì nel 2005 e viveva a Volta Mantovana. La sua famiglia chiede giustizia da tredici anni. Tutto nacque grazie ad una denuncia del sindaco di Villaputzu. I militari si esercitavano al poligono situato tra i  13 mila ettari a Capo San Lorenzo. Nel 2008 alla famiglia Lepore venne rigettata la causa di servizio e nel 2010 fu accettata dalla Commissione medica militare. Nel 2014 la famiglia invia  la richiesta al Ministero della Difesa per richiedere risarcimento e gli viene risposto che la pratica è in trattazione.

 

Dal 2002  i deputati sardi escono dal letargo e, anche loro, esigono spiegazioni dai ministri sull'utilizzo di sostanze radioattive o altamente inquinanti negli immensi poligoni che la Sardegna è costretta a "mettere a disposizione" della Nato e degli Usa. Venne anche aperto un processo contro 20 generali nel 2014 accusati di disastro ambientale e omicidio colposo, omessi controlli. I generali incriminati poi rimasero otto. Alcuni  pastori della zona sono rimasti contaminati da metalli pesanti. Anche per via del torio sostanza più silenziosa dell’uranio.

 

Tornando alla famiglia Lepore va sottolineato che da 4 anni è in attesa di una  risposta. Chiusura totale da parte delle Istituzioni. “Decidiamo di intraprendere vie legali e denuncia pubblica – spiega Simone Lepore fratello del defunto militare - questi processi durano anche 15 anni. Mio fratello gemello Emanuele  è stato intervistato sull’uranio impoverito denunciando la morte di Giovanni Luca. Abbiamo deciso di lavorare con associazioni che combattono questa tragedia. Abbiamo pensato di organizzare un comitato “Amici e parenti delle vittime veleni di guerra”, assieme a Francesco Zito (il figlio Leonardo scomparso ex dipendente dell’esercito)”. Lepore, che non intende  mollare,  fa un appello alla politica: “Gli schieramenti politici devono prendere una posizione chiara e noi l’abbiamo fatto al ministro  Trenta di approvare la il progetto di legge  39-25 presentata alla Camera nel 2016 dalla Commissione  sull’uranio impoverito. Questo pdl vuole affidare le cure dei militari al servizio sanitario nazionale. Malati di nano particelle. La legge da due anni deve essere candelarizzata. Questo pdl  prevede un  piano di prevenzione e tutela ambientale e dei militari. La legge era stata proposta Giampiero Scanu del Pd”. E aggiunge:  “Il Ministro Trenta alla festa del M5S ha detto che si prenderà cura di noi. Mio fratello si è fatto una foto con il vice premier Di Maio sul cartello c’era scritto “Verità e giustizia per Giovanni Luca Lepore e Leonardo Zito”. Con tanto di video denuncia”. Lepore e chi sta operando con lui per chiedere luce su questa tragica vicenda rimasta per troppo tempo all’oscuro le acque le ha smosse. “Siamo stati infatti contattati dal senatore  De Falco del M5S che ha sostenuto il nostro video su Facebook. Dopo la nostra dimostrazione a Roma, nelle vicinanze dell’Altare della Patria siamo prima stati fermati dalla polizia ma hanno capito che eravamo in quel luogo in modo pacifico e per rivendicare un sacrosanto diritto. Per la settimana prossima ci ha convocati alla Camera il parlamentare Stefano Fassina. Non molleremo”.

Il maresciallo Lepore morto per uranio impoverito
Il maresciallo Giovanni Luca Lepore morto per uranio impoverito. La sua famiglia chiede giustizia 

 

Foto sotto: proteste contro morti militari (vistanet.it)