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Il giudice: via i tutor dalle autostrade, c'è un problema di brevetto

di Giulio Verde
La Corte d'Appello ha stabilito che Autostrade per l'Italia non può utilizzare i dispositivi brevettati da una piccola azienda toscana. Multa di 500 euro per ogni giorno di ritardo nella rimozione. La risposta: "Pagheremo, conta di più la sicurezza"
tutor

I tutor in autostrada? Vanno rimossi. La corte d'Appello di Roma ha stabilito che Autostrade per l'Italia dovrà rimuovere e distruggere tutti i tutor presenti sulla rete autostradale perché il brevetto è di proprietà della Craft, una piccola azienda di Greve in Chianti, in Toscana.

Autostrade per l'Italia, stabilisce la sentenza della corte d'Appello, dovrà quindi astenersi dal fabbricare, commercializzare e utilizzare il sistema in futuro. La società, oltre alle spese legali, dovrà anche pagare una multa, pari a 500 euro, per ogni giorno di ritardo nella rimozione e distruzione dei tutor, in grado di calcolare i tempi di percorrenza delle autostrade e rilevare la velocità. Nessun risarcimento è stato invece accordato alla Craft, che però potrà chiedere a Autostrade per l'Italia di acquistare il brevetto.

La società ha però dichiarato che la sentenza verrà impugnata in Cassazione e che "il tutor non verrà rimosso, ma sarà immediatamente sostituito con un nuovo sistema diverso da quello attuale". In riferimento poi alla sanzione prevista per ogni giorno di ritardo nella rimozione, Autostrade precisa che manterrà il sistema ancora attivo per tre settimane, facendosi quindi carico delle multe, "per evitare che vengano annullati i benefici del Tutor che ha ridotto del 70% il numero di morti sulla rete autostradale". La decisione di Autostrade per l'Italia di non rimuovere il Tutor nonostante la sanzione ha ricevuto il plauso anche della polizia di Stato che, in un comunicato, ha espresso la propria gratitudine poiché questa scelta è la concreta testimonianza di quanto la sicurezza stradale e la riduzione delle vittime per incidente stia a cuore alla Concessionaria autostradale.