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Nicola Calipari, una cerimonia per ricordare “un uomo fuori dal comune”

di Stefania Fiorucci
Il Ministro dell’Interno Minniti, il Capo della Polizia Gabrielli, parenti, amici e colleghi, si sono dati appuntamento, presso la Scuola Superiore di Polizia per raccontare la vita del funzionario del Sismi ucciso a Baghdad nel 2005
La figura di Nicola Calipari nel ricordo di famiglia e colleghi

Tredici anni dopo la morte del poliziotto e funzionario dell’intelligence italiana, Nicola Calipari, è stata organizzata una cerimonia per onorare la sua memoria.

Il Ministro dell’Interno On. Marco Minniti e il Capo della Polizia Franco Gabrielli, hanno voluto ricordare il dirigente del Sismi con una giornata a lui dedicata presso la Scuola Superiore di Polizia, attraverso il racconto e le testimonianze di colleghi e amici che hanno ripercorso la sua brillante carriera e la sua personalità intrisa di indiscusse doti investigative, ma soprattutto di spiccate qualità umane.

“Un uomo fuori dal comune; un uomo con i piedi per terra” è stato definito da chi, ogni giorno, lavorava al suo fianco presso la squadra mobile della Questura di Roma. Un dirigente serio e brillante, che non avrebbe amato essere ricordato quale eroe, ma piuttosto come uomo comune, “ponderato nell’azione e riflessivo nelle decisioni”.

"Adesso lo abbiamo finalmente riportato a casa", ha detto Gabrielli che ha voluto organizzare la cerimonia presso la Scuola Superiore di Polizia per ricordare che Calipari, prima di passare ai Servizi Segreti, ha trascorso 20 anni nella Forza Pubblica.

In ricordo di Nicola Calipari

"Bisogna chiamare le cose con il loro nome: Nicola è morto da eroe. La sfida per tutti noi adesso è di farlo vivere a casa sua, come un esempio, un riferimento e una storia" ha aggiunto il ministro Marco Minniti.

"Il suo ricordo deve continuare a vivere" ha sottolineato Rosa Villeco, la moglie di Calipari, che ha presenziato all’evento moderato dal giornalista Carlo Bonini. Non sono voluti mancare alcuni colleghi della Polizia di Stato che hanno condiviso la carriera lavorativa del funzionario ucciso:  Daniela Stradiotto, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e sua collega alla squadra mobile di Roma; Alfonso d’Alfonso, ex direttore della DIA e suo collega alla squadra mobile di Cosenza; Maria Cristina Longarzia, Direttore della II divisione presso la Direzione Centrale delle Risorse Umane e sua collega all’ufficio stranieri di Roma; Francesco De Marco, ispettore della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Cosenza.

Sembra ieri eppure sono passati tredici anni dalla sera del 4 marzo del 2005, notte nella quale il dirigente del Sismi Nicola Calipari è stato mortalmente colpito a Baghdad a un posto di blocco presidiato da truppe statunitensi. Mancavano pochi metri al dirigente dell’intelligence italiana per portare a compimento la sua missione: liberare la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena. Una pagina dolorosa della cronaca italiana che ha portato via alla sua  famiglia e a tutta l’Italia un uomo di valore.