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Foodora, il giudice respinge il ricorso dei lavoratori: "Non sono dipendenti subordinati"

di Federica Fulco
I fattorini, sottopagati, avevano chiesto di essere equiparati a lavoratori dell'azienda. Dal tribunale non è arrivata la svolta. Ma gli avvocati difensori preparano le carte per andare in appello
foodora
Foodora è un servizio di consegna cibo a domicilio (ipa)

TORINO - Non si fermano le polemiche sulla sentenza dei giudici dopo il ricorso dei fattorini di Foodora. Il tribunale di Torino ha respinto il ricorso presentato da sei fattorini contro l'interruzione improvvisa del rapporto di lavoro.

Il responso ha invalidato l'azione promossa dalla difesa, in quanto i fattorini secondo i giudici sarebbero lavoratori autonomi non legati da un rapporto subordinato con l'azienda.

La difesa degli avvocati Giulia Druetta e Sergio Bonetto era concentrata sulle condizioni di lavoro dei fattorini, che nel 2016 erano già scesi in piazza per protestare contro il colosso tedesco. I ragazzi che consegnano cibo a domicilio erano controllati in ogni loro mossa e il rapporto di lavoro che li legava con l'azienda, secondo l'avvocato Druetta, aveva le caratteristiche del lavoro subordinato pur essendo inquadrati come collaboratori autonomi.

Alla sentenza era presente anche il consigliere regionale di Leu, Marco Grimaldi che si è detto amareggiato per i lavoratori che non hanno ottenuto giustizia, ma si andrà avanti.

Questa è la prima sentenza del genere ma probabilmente ne seguiranno altre. Gli avvocati Druetta e Bonetto hanno già annunciato l'intenzione di presentare appello perché "se questo sistema di lavoro è stato ritenuto legittimo allora si espanderà"