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Lasciare le "cacche" dei cani per terra? Tempi duri per i maleducati, il Dna li inchioda

Tempi duri per chi abbandona gli escrementi dei cani nei giardini e marciapiedi. Grazie al test del Dna è possibile identificare gli animali analizzando il materiale genetico estratto dalle loro feci. E sono già attivi laboratori sul territorio
cani
Tempi duri per i maleducati (gigiderrico.wordpress.com)

Possono essere finalmente smascherati i maleducati proprietari dei cani responsabili di imbrattare marciapiedi e giardini pubblici grazie al test del Dna che permettere di identificare gli animali analizzand o il materiale genetico estratto dalle loro feci. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che grazie all'Associazione Italiana Allevatori (AIA) è stata realizzata in via sperimentale con il laboratorio di genetica e servizi (lgs) di Cremona la prima banca dati del Dna di circa 1.500 cani del territorio del comune di Malnate (Va). In questo modo – sottolinea la Coldiretti - è stato possibile rintracciare, identificare e multare, in collaborazione con l'amministrazione comunale i trasgressori dell'obbligo di raccolta delle deiezioni.

 

Si tratta di una iniziativa destinata ad essere replicata in molte altre realtà dove è troppo facile restare impuniti nonostante le sanzioni. Con le nuove tecnologie è più facile applicare le norme del Codice penale – riferisce la Coldiretti - che punisce chi lascia gli escrementi del cane non raccolti in un luogo pubblico (per strada, sul marciapiede, nell’androne di un palazzo, ecc.). In particolare – precisa la Coldiretti - commette reato chiunque deturpa o imbratta cose mobili altrui con una multa fino a 103 euro ma la sanzione sale però, da 300 a 1.000 euro se il fatto viene commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati. Tempi duri dunque per i proprietari dei 10,7 milioni di cani presenti in Italia secondo le elaborazioni Coldiretti su dati del Ministero della Salute. Portare a spasso l’amico più fedele dell’uomo non sarà più una passeggiata rilassante per chi fa il furbo e fa finta di non vedere i “ricordini” lasciati da Fido. A inchiodare i padroni che non rispettano le regole del vivere civile saranno infatti – spiega la Coldiretti - le stesse deiezioni lasciate sul terreno. Il corpo del reato infatti – continua la Coldiretti - finirà sotto il microscopio e costituirà la prova per mettere sotto accusa i responsabili di un comportamento incivile.  Oltre che per azioni a favore di una migliore “educazione ambientale” al fine di una maggiore salubrità ed igiene nelle città, l’analisi del dna - sottolinea Coldiretti – potrebbe avere ulteriori applicazioni per la gestione della popolazione canina in altre situazioni gravi come l’abbandono degli animali, il randagismo e le attività illecite come competizioni clandestine.  Un ruolo determinante – conclude la Coldiretti - potrebbe avere a tutela degli allevamenti per individuare le ibridazioni con predatori selvatici (in particolare lupi), che rappresentano per numero e frequenza di casi il pericolo piu’ rilevante nelle campagne, dove si moltiplicano le aggressioni a mandrie e greggi, con danni pesantissimi.

un cane che fa i bisognini
Il Dna incastra i cani che lasciano escrementi nei parchi (lettera43.it)
cane al guinzaglio
Cane al guinzaglio (zarlot.it)