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In nome del politically correct, via anche la briscoletta per gli anziani che “imprecano”.

di Stefania Fiorucci
Il Comune di Frascati vieta agli anziani che frequentano il centro di Via Matteotti di giocare a carte per via delle ripetute imprecazioni: “La situazione non è più sostenibile”, si legge nella nota ufficiale. A quando la messa al bando delle bocce?
Vietato al centro anziani di Frascati il gioco delle carte per le troppe parolacce

La notizia è una di quelle che fa sorridere, ma solo quelli che ancora riescono a sopportare quest’ondata di “politically correct” che oggi ci rende tutti apparentemente più buoni, più educati, più gentili, più falsi.

Il comune di Frascati ha preso provvedimenti contro gli anziani che frequentavano il centro di via Matteotti, rei, secondo quanto si è appreso, di usare imprecazioni un tantinello “forti”, quando giocano a briscola, scopa e tresette. Quindi, visto che le “ripetute sollecitazioni indirizzate ai frequentatori del gioco delle carte, di attenersi a un comportamento di civile convivenza, non hanno prodotto alcun risultato”, in quei locali è stato affisso un cartello che recita: “La situazione non è più sostenibile, pertanto a partire dal 1° maggio il gioco delle carte è sospeso”.

Oibò, certo, è terribile che, quando si perde a scopa, qualcuno pronunci parolacce del tipo “ecchecca….”, oppure, “ma vaff”. E' incivile. Roba da turbare i bambini, che ne sentono dire di peggio quotidianamente dai genitori al volante, o i ragazzi, che di quelle brutte parole conoscono decine di sinonimi e contrari e pure in inglese. Che sconcezza, diamine.

C’è da chiedersi se chi ha preso questa decisione abbia avuto dei nonni. Evidentemente no, perché da che è mondo e mondo i “nonni” si incontrano tra di loro, giocano a carte e dicono tutte quelle cose che tu, bambino, conosci benissimo ma che non puoi ripetere perché “da piccoli non si può. Solo quando si è grandi grandi”.

Gioco di carte

I “nonni” sono persone che hanno dato tanto nel corso della vita: oggi hanno una certa età e certo non possono scaricare le proprie tensioni, qualsiasi esse siano, facendo palestra o arrampicata libera. Non sono però individui che hanno perso la passione o il piacere della vita. Allora una partita di carte li carica come un derby “Roma-Lazio” dove parte del divertimento sta anche nel “coro da stadio”, in questo caso le parolacce.

Davvero in un’epoca in cui la coscienza comune sembra quasi “abituata” al fatto che muoia una donna al giorno per mano del marito, che il più debole venga “bullizzato” dai suoi compagni di classe, che gli insegnanti vengano picchiati dai genitori di quei ragazzi che dovrebbero educare, fa tanto scalpore un “testa di c….” strillato quando il compagno di gioco cala bastoni mentre la briscola è coppe?

Qualcuno potrà dire: “Eh, ma si sentono anche bestemmie”. Il centro anziani è un circolo, non è la tv pubblica. Bestemmiare è deprecabile, offende il cattolico, certamente. Ma sentire un improperio del genere tra due anziani che giocano a briscola, è davvero così problematico da preferire la cessazione di quell’attività ludica?

Gioco di carte tra anziani

Chi è poi che si scandalizza per queste offese a Dio, lo stesso che non si fa problemi a togliere il crocefisso dalle classi perché può mancare di rispetto a chi è di religione diversa? O non fa il presepe per la medesima ragione? Dove sono tutte queste persone che si indignano furiosamente nel sentire una bestemmia, quando alle loro orecchie arriva la notizia che in alcune scuole il Natale si chiama “festa d’Inverno” perché altrimenti i diversamente cattolici si accigliano?

Comunque, le parolacce al centro anziani sono né più né meno come quelle che si sentono allo stadio durante una partita di calcio: perché allora non mettere un grande striscione in cui si proibisce ai tifosi di dare del “cornuto” all’arbitro? Oppure, durante le gare di Moto Gp, non si vieta la possibilità di spronare il proprio beniamino a correre più forte visto che, “non gli peserà mica il cu..?”, come disse anche la “gran dama” Eliza Doolittle, interpretata da una meravigliosa Audrey Hepbourn, nel film “My Fair Lady”.

Non si sa se lascia più dubbiosi dell’intelligenza altrui il fatto che qualcuno si possa offendere perché un anziano usi “male parole” o che qualcun altro si prenda la briga di sanzionare tale comportamento impedendogli il gioco a carte.

Attualmente negli “anziani” di Frascati è sorto l’amletico dubbio: “Ma quando gioco a bocce, posso dire “minchione” al mio avversario o posso al massimo chiamarlo “pirla”?

gioco di carte tra anziani