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Cronaca

3 milioni per la Carta Famiglia: ma quel che serve è sempre l’assegno unico

Al via la Carta Famiglia. L’annuncio lo abbiamo già sentito più volte, ma la novità ora è che ci sono – per la prima volta – risorse dedicate: 3 milioni di euro in tre anni. Lo strumento è nato più di tre anni fa, con la legge di stabilità 2016, su spinta dell’allora onorevole Mario Sberna. Ci sono voluti più di due anni per avere il regolamento, che è stato pubblicato il 9 gennaio 2018 in Gazzetta Ufficiale. La carta – rilasciata su richiesta della famiglia – è destinata alle famiglie con almeno tre figli conviventi di età non superiore a 26 anni di età, con ISEE non superiore ai 30mila euro, regolarmente residenti in Italia e permetterà di accedere a sconti e riduzioni tariffarie sull’acquisto di beni e servizi, concessi dalle aziende pubbliche e private e dagli operatori economici che vi aderiranno. Finora nessuno: o meglio, due, tante erano le convenzioni presenti sul sito del Ministero delle Politiche Sociali nel novembre scorso.

Nel frattempo la Carta Famiglia è passata al Ministro per la Famiglia e le Disabilità: Lorenzo Fontana ha firmato questa mattina il decret che – dopo la registrazione della Corte dei Conti – darà il via libera all’ emissione della carta e all’adesione delle aziende e degli operatori economici. La card sarà digitale e l’emissione avverrà tramite apposite applicazioni per smartphone e un portale dedicato. «Con la carta – spiega il Ministro Fontana – diamo un beneficio immediato a molte famiglie, accogliendo le richieste giunte da alcune associazioni. Saranno coinvolti i privati, che potranno offrire beni e servizi a prezzi e tariffe scontati a favore dei nuclei numerosi. Un tassello che contribuisce a comporre un quadro più ampio di misure a sostegno di mamme e papà».

Benissimo, a patto che la Carta non diventi la scusa per “spuntare” il tema famiglia dalla lista delle priorità del Governo. Che ha appena scelto, nel riparto delle risorse del Fondo Famiglia, di destinare la grandissima parte del Fondo (79 milioni di euro su 94 milioni) a «iniziative di conciliazione del tempo di vita e lavoro e di promozione del welfare familiare aziendale» e ad «attività relative alla istituzione e promozione della Carta della Familglia».

Il Forum delle Associazioni Familiari lo ripete incessamentemente: le famiglie italiane hanno bisogno di un intervento strutturale, un assegno universale di 150 euro per ogni figlio, già in occasione della prossima legge di bilancio, senza limiti di reddito. Esso potrebbe essere realizzato senza risorse aggiuntive ma assegnando diversamente quelle già esistenti, tenendo conto dei carichi familiari: 10 miliardi di Euro del “Bonus 80 euro”; 6 miliardi di Euro degli Assegni Familiari erogati dall’INPS ma pagati dalla fiscalità generale; 1 miliardo di Euro di risparmi da altre misure e/o dotazioni famiglia.

Senza una risposta di questo genere, per la casella “famiglia” non c’è alcuna spunta che tenga.

Foto Unsplash

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