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Cronaca

Alfie, il Papa chiede ai medici di fare di tutto per portarlo in cura al Bambin Gesù

La presidente dell’ospedale pediatrico romano, Mariella Enoc: “Ho incontrato il papà del bimbo malato e l’ho visto determinato a voler tenere in vita suo figlio. Ai medici di Liverpool abbiamo chiesto di poter semplicemente collaborare”

ROMA – Ricordate la storia di Alfie? Il piccolo di quasi due anni, affetto da una patologia neurologica degenerativa non ancora conosciuta, è ricoverato presso l’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool. I medici inglesi vorrebbero staccare il ventilatore che lo tiene in vita perché – dicono – è nel suo “miglior interesse”. I genitori di Alfie stanno facendo di tutto per trasferire il figlio altrove. I giudici inglesi finora hanno detto no. Adesso l’ultima parola spetta alla Corte Suprema del Regno Unito. 

Ieri nella vicenda è intervenuto Papa Francesco. “Mi ha fatto sapere di fare il possibile e l’impossibile affinché Alfie Evans venga al Bambino Gesù” ha detto Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale pediatrico romano, in una intervista a Vatican News. La dirigente ha così ribadito la disponibilità del nosocomio, già dall’estate scorsa, ad accogliere il piccolo Alfie, di quasi due anni, affetto da una patologia neurologica degenerativa non ancora conosciuta e ricoverato presso l’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool.

Mariella Enoc ieri ha incontrato Thomas, il papà di Alfie, e, ha raccontato, “ho potuto vedere veramente una grande determinazione di far vivere il loro figlio”. La presidente del Bambino Gesù ha scritto due lettere, una indirizzata al padre e una all’ospedale di Liverpool in cui “esprimo – ha detto – il nostro desiderio di una collaborazione stretta con i medici dell’ospedale inglese per i quali c’e’, da parte di tutti i colleghi, grandissima stima ma chiediamo di fare un’alleanza insieme per potere continuare almeno un percorso diagnostico, dove naturalmente tutto sara’ condiviso, mentre noi manteniamo in vita il bambino”

“I nostri medici – ha continuato Enoc – hanno fatto una nota di approfondimento, rispetto alla prima che avevano fatto a settembre, dove ribadiscono il desiderio di prenderci in cura il bambino, condividendo sempre tutto con i colleghi inglesi, e dove spiegano che noi trasportiamo moltissimi bambini e quindi non possiamo negare che un minimo rischio ci sia, ma questo vale per ogni bambino… Noi possiamo aiutare anche per il trasporto aereo. Quindi tutto naturalmente è a carico dell’ospedale Bambino Gesu’, non e’ a carico di nessuno. Su questo io ho proprio invocato un’alleanza con i medici, con l’ospedale e con le autorita’ inglesi. Ho dato anche la disponibilita’ mia e di qualche mio collaboratore, se fosse necessario, ad andare a Liverpool ad andare a portare direttamente il nostro pensiero”. 

Quale cura propone il Bambino Gesù per Alfie? “Noi non proponiamo nessuna cura – ha sottolineato Enoc -. Il bambino in questo momento non è guaribile, il bambino è curabile… e secondo il nostro concetto questo significa prendercene cura. Quindi, non faremo certamente accanimento terapeutico; i nostri medici hanno deciso di mettere al bambino eventualmente una PEG, per l’alimentazione, e una tracheotomia per la respirazione, qualora si rendesse assolutamente necessario… E naturalmente si potrebbe approfondire la diagnosi. Molte malattie sconosciute in questi anni, anche rapidamente, sono state conosciute e quindi non ci si puo’ arrendere di fronte al volere che la scienza continui i suoi percorsi. Quindi noi non abbiamo in questo momento una cura. Mentre per Charlie Gard c’era una cura sperimentale, in questo momento, no; anche perche’ la malattia non e’ stata esattamente ancora diagnosticata”. A suo avviso ci sono speranze per questo trasferimento? “Non lo so perché, ovviamente, la nostra non e’ una posizione di chi vuole essere piu’ bravo di un altro. Pero’ noi sappiamo che non molliamo mai e poi quando si decide che il bambino non ce la fa lo si accompagna lentamente alla sua morte naturale”, ha concluso.

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