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Andrea e Daniela, la vita riparte a Genova: sfollati dal 14 agosto, oggi si sono sposati

La coppia, residente nella zona rossa, è senza casa dal 14 agosto, ma ciò non ha impedito loro di celebrare il tanto atteso matrimonio. Si sono sposati nel Santuario di Nostra Signora di Oregina, alla presenza di tanti altri sfollati

Andrea Fortunato e Daniela Timoneri sono i volti simbolo della vita che ricomincia a Genova, dopo la tragedia del crollo del Ponte Morandi. Residenti al civico 11 di via Porro, in uno stabile evacuato lo scorso 14 agosto al seguito del crollo del viadotto, oggi Andrea e Daniela si sono sposati nel Santuario di Nostra Signora di Oregina. “Ci sentiamo un simbolo perchè la vita va avanti e speriamo che sia così anche per tutti gli altri sfollati e per i parenti delle vittime” hanno detto prima di entrare in chiesa, dove erano presenti tanti altri residenti della zona rossa.

La loro storia era stata ripresa da La Repubblica, a cui avevano raccontato il dramma di dover abbandonare la propria casa ad appena un mese dalle nozze e veder compromessa la possibilità di celebrarle. “Meno male che avevamo già organizzato gran parte del nostro matrimonio”, hanno raccontato i due, tuttavia costretti a recuperare le bomboniere lasciate dentro casa solo con l’aiuto dei pompieri.

L’appartamento, inserito in un condominio costruito per i ferrovieri negli anni Cinquanta, quando ancora non esisteva il Ponte Morandi, appartiene alla famiglia di Andrea: la coppia vi si era trasferita e aveva cominciato a ristrutturarlo, facendone il primo mattone su cui costruire il proprio progetto di famiglia. Un sogno che ora sperano di portare avanti, in una casa tutta loro. “Non andremo in luna di miele adesso – dice lui – ma cercheremo una casa in affitto. Contiamo di acquistarne una nuova con l’indennizzo per l’esproprio”.

La loro storia di riscatto fa il paio con quella della nascita avvenuta la scorsa settimana del piccolo Pietro, figlio di Gianluca Ardini, uno dei superstiti del crollo di Ponte Morandi: era rimasto incastrato tra le lamiere del suo furgone, aggrappato per quattro ore a dei fili in attesa dei soccorsi.

 

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