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Cronaca

“Approfittate delle delusioni della vita per rinnovare lo sguardo dell’anima”

E’ questa l’esortazione che Papa Francesco ha rivolto ai detenuti di Regina Coeli nel giorno della lavanda dei piedi. “Gli sbagli oscurano la vista. Rinnovatela ogni giorno”. E poi confida: “L’anno prossimo mi farò operare di cataratta”

Città del Vaticano – “Serve uno sguardo nuovo. Dobbiamo rinnovare lo sguardo… Questo fa bene, perché alla mia età, per esempio, vengono le cataratte, e non si vede bene la realtà: l’anno prossimo dovremo fare l’intervento“. Papa Francesco ha confidato questo piccolo problema di salute ai detenuti del carcere di regina Coeli dove si è recato per la messa in Coena Domini e la lavanda dei piedi. “Ma così succede anche con l’anima: il lavoro della vita, la stanchezza, gli sbagli, le delusioni oscurano lo sguardo, lo sguardo dell’anima. E per questo, quello che tu hai detto è vero: approfittare delle opportunità per rinnovare lo sguardo“.

Francesco è poi tornato al consiglio dato all’udienza generale, ricordando che “in tanti paesini, ma anche nella mia terra, quando si sentono le campane della Resurrezione del Signore, le mamme, le nonne portano i bambini a lavarsi gli occhi perché abbiano lo sguardo della speranza del Cristo risorto. Non stancatevi mai di rinnovare lo sguardo. Di fare quell’intervento di cataratte all’anima, quotidiano. Ma sempre rinnovare lo sguardo. E’ un bello sforzo“.

Il Papa è poi passato ad un’altra immagine: “Tutti voi – ha detto ai detenuti – conoscete la bottiglia di vino a metà: se io guardo la metà vuota, è brutta la vita, ma se guardo la metà piena, ancora ho da bere. Lo sguardo che apre alla speranza, parola che tu hai detto e anche lei (la direttrice, ndr) ha detto; e lei l’ha ripetuta parecchie volte. Non si può concepire una casa circondariale come questa senza speranza. Qui, gli ospiti sono per imparare o fare crescere il seminare speranza: non c’è alcuna pena giusta senza che sia aperta alla speranza. Una pena che non sia aperta alla speranza non è cristiana, non è umana! Ci sono le difficoltà nella vita, le cose brutte, la tristezza, uno pensa ai suoi, pensa alla mamma, al papà, alla moglie, al marito, ai figli. E’ brutta, quella tristezza. Ma non lasciarsi andare giù: no, no. Io sono qui, ma per reinserirmi, rinnovato o rinnovata. E questa è la speranza“. 

   “Seminare speranza. Sempre, sempre”, ha chiesto infine agli agenti della polizia penitenziaria e agli operatori carcerari. “Il vostro lavoro è questo: aiutare a seminare la speranza di reinserimento, e questo ci farà bene a tutti. Sempre“.

   Secondo Francesco, in definitiva, “ogni pena dev’essere aperta all’orizzonte della speranza. Per questo, non è né umana né cristiana la pena di morte. Ogni pena dev’essere aperta alla speranza, al reinserimento, anche per dare l’esperienza vissuta per il bene delle altre persone. Acqua di resurrezione, sguardo nuovo, speranza: questo vi auguro“.

 
   “So che voi ospiti avete lavorato tanto per preparare questa visita, anche imbiancare le pareti: vi ringrazio. E’ per me un segnale di benevolenza e di accoglienza, e vi ringrazio tanto. Vi sono vicino, prego per voi, e voi pregate per me e non dimenticatevi: l’acqua che fa lo sguardo nuovo, e la speranza“.

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