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Australia: italiani in galera a canguro battente. Un retaggio atavico, quello degli australiani?

E’ noto che la popolazione australiana è formata in gran parte da discendenti dei più pericolosi galeotti che gli inglesi deportavano nel ‘700 il più lontano possibile. Adesso si rifanno sugli italiani e li sbattono in galera coi pretesti più assurdi

Roba da canguri: il report della Fondazione Migrantes riporta dati e comportamenti in confronto ai quali Macron meriterebbe il Nobel per l’ospitalità.

Negli ultimi sette anni, dal primo luglio 2010 al 30 giugno 2017, 422 cittadini italiani sono stati portati in centri di detenzione per immigrati irregolari. Nell’ultimo dato disponibile, l’anno finanziario 2016-2017, sono stati 73 i cittadini italiani trattenuti in Australia in vari centri di detenzione per irregolari e, alla data del 30 giugno 2017, dieci cittadini italiani erano ancora rinchiusi in tali strutture. Lo si legge nel Rapporto italiani nel mondo 2018 della Fondazione Migrantes. L’analisi riguardante i cittadini italiani irregolari portati e trattenuti in strutture di dentenzione australiane suddivisi per tipologia di arrivo, permette di capire che il gruppo maggiore riguarda gli “arrivi non autorizzati” di persone giunte in Australia in aereo (Unauthorised Air Arrival, non immigration cleared) alle quali è stato rifiutato l’ingresso in territorio australiano all’aeroporto di transito o di arrivo.

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Negli ultimi sette anni 330 cittadini italiani (78,2%) su 422 totali sono stati bloccati e portati in strutture di detenzione per irregolari direttamente dall’aeroporto di scalo. Ogni straniero viene identificato in aeroporto dagli ufficiali dell’Australian Border Force attraverso un sistema di verifica del passaporto e dei documenti di viaggio; qualora venga identificata un’irregolarità, la persona viene segnalata agli ufficiali dell’Immigrazione che, dopo aver interrogato la persona stessa, decidono se permettere o negare l’accesso. In alcuni casi l’ingresso può essere rifiutato se vengono identificate persone che si trovano in “malafede” ovvero persone che detengono un visto ma che non hanno intenzione di rispettare le condizioni del visto stesso (per esempio la condizione di “non lavoro” nel caso di turisti).

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Il secondo gruppo più numeroso per tipologia di arrivo in una struttura di detenzione per irregolari, riguarda la categoria degli Overstayers, ovvero quei cittadini italiani che decidono di non lasciare l’Australia entro il termine di scadenza del visto temporaneo e rimangono, consapevolmente o meno, illegalmente sul territorio australiano. Il terzo gruppo riguarda le Visa Cancellations, ovvero le cancellazioni di visti. I visti possono essere cancellati per svariati motivi, questi includono situazioni in cui il visto sia stato ottenuto fornendo informazioni false; casi in cui la persona rappresenti un fattore di rischio per la società australiana; casi in cui le condizioni del visto non siano state rispettate; oppure perché le circostanze siano cambiate e non permettono alla persona interessata di continuare a mantenere quella tipologia di visto. Quando il visto di una persona viene cancellato, quest’ultima diventa un irregolare e le autorità organizzano la detenzione e la rimozione dal territorio australiano.

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Nel 2016-2017 il Dipartimento d’Immigrazione australiano ha annullato 55.324 visti; ha inoltre annullato 1.837 visti e rifiutato 637 visti per ragioni di sicurezza o questioni relative al “carattere”. Il quarto e ultimo gruppo è rappresentato dal Seaport Arrival, ovvero dagli arrivi irregolari via mare, in un porto marittimo. Le statistiche dimostrano che si tratta solo di un caso avvenuto nell’anno 2016-2017, quindi tecnicamente non un fenomeno analizzabile. L’analisi per genere e fascia d’età permette di capire che negli ultimi 7 anni, su un totale di 422 cittadini italiani irregolari, l’82,2% erano maschi e solo il 17,8% femmine (347 maschi, 75 femmine). La fascia d’età più numerosa risulta essere quella compresa tra i 25-29 anni (123 persone; 29,1%. A seguire quella tra 30-34 anni (87 persone; 20,6%) e tra 20-24 anni (circa 69 persone; 16,4%); ciò corrisponde al tradizionale flusso in entrata, e alla presenza sul territorio australiano, di giovani cittadini italiani titolari di visti temporanei.

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Risulta sorprendente notare anche la presenza di un minore nell’anno 2015-2016 e, negli ultimi due anni, di giovani da pochi mesi maggiorenni. Su un totale di 422 cittadini italiani irregolari, l’81,5% è stato detenuto per meno di 72 ore e il rimanente 18,5% oltre le 72 ore. Va sottolineato tuttavia che negli ultimi tre anni è visibile un nuovo fenomeno ovvero vi è un aumento del tempo di detenzione medio. Nell’anno 2016-17, infatti, solo il 69,9% (51 persone su 73 totali) sono state rimosse entro 72 ore, lasciando le rimanenti 22 persone in detenzione per vari mesi. Nei dati in nostro possesso risultano 9 persone in detenzione da uno a tre mesi. Nell’anno 2015-16 cinque persone erano in detenzione da più di un anno.

Fonte: Agi 

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