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Burkina Faso: KellyDeli Foundation e Si può fare Onlus, sinergie in aiuto della popolazione

Un generatore per la Missione Fada N’Gourma in Burkina Faso. Un aiuto concreto per le popolazioni del Burkina Faso, uno dei paesi più poveri dell’Africa occidentale. A questo hanno pensato Si può fare Onlus, associazione nata nel 2008 e operante nella cooperazione e nello sviluppo nei paesi del terzo mondo, con l’aiuto di KelliDeli Foundation, fondazione del Gruppo Kellydeli fondata da Kelly Choi e Jerome Castaing, che ha partecipato all’acquisto di questo generatore grazie a fondi raccolti durante attività.

Emanuele Scalera, Country Managaer KellyDeli Italia, ci spiega così l’impegno della Fondazione: «la salvaguardia dell’ambiente, il rispetto per le categorie più deboli e l’attenzione verso un “life style” più sostenibile stanno entrando nel nostro quotidiano e diventano valori imprescindibili a livello personale; la loro salvaguardia diventa quindi una priorità per una nazione che si definisca avanzata, attraverso l’azione concreta della politica, del sistema produttivo e dei cittadini». Ricorda inoltre che «KellyDeli, che da sempre ha avuto particolare attenzione a questi aspetti, attraverso un business model che permetta di fare impresa anche a chi non ha risorse economiche o selezionando accuratamente la propria materia prima, adesso fa un ulteriore passo in avanti creando il nuovo dipartimento CSR. L’obiettivo della nuova unità operativa sarà proprio quello di portare avanti iniziative “interne”, volte a minimizzare gli scarti di produzione attraverso processi e metodologie di lavoro sempre più efficienti; ma anche sul fronte esterno si andranno a creare soluzioni per minimizzare l’invenduto e destinarlo a sostegno di categorie socialmente più deboli. Ne è un primo esempio la collaborazione appena lanciata con To good to go».

La missione di Fada N’Gourma, dove è stato installato il generatore ospita 40 bambini orfani dai 0 ai 6 anni: il generatore a gasolio servirà a far partire il progetto del Mulino per i mangimi animali, un’attività economica a sostegno di quelle benefiche della missione. Quello del Mulino è un progetto già finanziato dalla Onlus ma non ancora attivo per mancanza di energia elettrica stabile: il generatore darà la possibilità di completarlo, favorendo lo sviluppo dell’allevamento, una delle attività più importanti nell’area di Fada, e sostenendo uno sviluppo sostenibile di tutta l’area. Abbiamo chiesto a Andrea Magrini, Presidente di Si può fare Onlus, di raccontarci il progetto.

L’Africa è un continente in continua espansione, L’opera delle Ong è fondamentale, soprattutto in una strategia di cooperazione allo sviluppo. Come state operando in tal senso?
L’Africa è un continente, difficile parlarne in termini generali e omologare tutte le realtà ad un unico immaginario. In particolare, lAfrica occidentale e i paesi sub-sahariani in cui noi operiamo hanno un difficile sviluppo dell’economia, un’amministrazione pubblica e gestione delle risorse inefficiente, infrastrutture carenti o inesistenti.
L’opera delle ONG e delle piccole associazioni come la nostra è un supporto spesso alla popolazione, sia in termini di sostegno economico puro sia per l’educazione e la formazione.

Voi cosa fate nello specifico?
Si Può Fare Onlus progetta e realizza imprese solidali. Attività economiche che generano lavoro, ricavi e benessere gestite da chi in loco opera per i più deboli e indifesi, i bambini. Realizziamo allevamenti avicoli, mulini, costruiamo negozi, i proventi di tali attività sono a favore di orfanotrofi, centri di malnutrizione infantile e mense per i bambini poveri.

Ci racconta il progetto?
Il progetto realizzato quest’anno è rendere operativo il Mulino a Fada N’Gourma, ovest del Burkina Faso. Scopo del progetto sostenere la missione e l’orfanotrofio di Fada che ospita al momento 40 bambini. L’economia del Burkina vive soprattutto di allevamento, nell’area di Fada non esistono però Mulini per mangimi animali, per approvvigionarsi gli allevatori devono farlo dalla capitale che dista circa 5 ore di auto, con aggravio di costi e una rendita inferiore del loro business. Il nostro Mulino genererà un effetto positivo per tutta l’area, facilitando lo sviluppo e generando ricavi di cui beneficeranno i bambini.

Quali difficoltà avete incontrato per realizzarlo? Come le avete superate? Quali sinergie avete attivato?
La carenza di infrastrutture ci ha fermato per due anni. La rete elettrica generalmente non è affidabile, più due fulmini che hanno reso inservibile la rete locale non hanno permesso l’avvio del mulino. È stato necessario stimare e valutare gli impatti tecnici ed economici, per cui abbiamo coinvolto l’Università della Tuscia di Viterbo e diversi professionisti che ci affiancano sempre. Abbiamo dovuto acquistare e mettere in funzione un generatore elettrico da 40KVA dal costo di 17.000 euro circa. Abbiamo scelto un’azienda in Burkina per l’acquisto così da avere installazione e assistenza in loco, aiutando lo sviluppo locale. Ci serviva però trovare 17.000 euro in breve tempo. Siamo riusciti organizzando raccolte fondi e tante attività, in questo i nostri soci e gli amici come il team KellyDeli Italia e la KellyDeli Foundation ci sono stati di grande aiuto.

Che aspettative avete?
Ci aspettiamo che il mulino abbia lo stesso successo di altri progetti precedenti, in particolare che permetta di finanziare l’assunzione di 4 assistenti di infanzia per gli orfani della missione e che possa coprire il fabbisogno di medicine e cure per gli stessi.
Per quanto riguarda l’economia locale che generi come da progetto un miglioramento delle condizioni di lavoro per tutti gli allevatori, minori spese per loro e quindi un miglioramento delle condizioni generali.

Fonte

 

 

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