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Claudia Fiaschi: «proroga adeguamenti statutari, utile solo se parte il Registro»

«In deroga a quanto previsto dall’articolo 101, comma 2, del codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, i termini per l’adeguamento degli statuti delle bande musicali, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle imprese sociali sono prorogati fino al 30 giugno 2020»: questo il testo dell’emendamento approvato martedì 11 giugno dalle Commissioni V e VI della Camera, all’interno del Decreto Crescita (DL 34/2019: Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi). L’emendamento porta le firme seguenti: Comaroli, Bellachioma, Gusmeroli, Cavandoli, Vanessa Cattoi, Covolo, Cestari, Ferrari, Gerardi, Frassini, Alessandro Pagano, Paternoster, Ribolla, Tarantino, Tomasi, Belotti, Pretto.

«La possibile proroga al giugno 2020 per apportare le modifiche statutarie previste dalla Riforma del Terzo Settore può essere utile solo nella misura in cui consenta al nostro mondo di uscire dalla situazione di incertezza legata ai tempi di attivazione del registro unico del Terzo settore», commenta Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Terzo settore. «La costituzione di un quadro di certezze è indispensabile – spiega Fiaschi – peraltro molti enti hanno già provveduto in questi mesi a mettersi in regola o hanno già convocato le loro assemblee. La proroga dei termini per le modifiche statutarie potrebbe anche avere una sua utilità – aggiunge la portavoce – solo se ancorata ai tempi di entrata in vigore del registro unico del Terzo settore. Diversamente una nuova scadenza slegata al funzionamento del registro rischia di introdurre ulteriori elementi di incertezza». Vedi sul tema anche il blog di Alessandro Mazzullo.

Le Commissioni hanno modificato anche l’articolo 14, sul tema decommercializzazioni, modificato rispetto a quanto approvato ad aprile in Senato. Questo il nuovo testo: «All’articolo 148, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole: «Per le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, sportive dilettantistiche, nonché per le strutture periferiche di natura privatistica necessarie agli enti pubblici non economici per attuare la funzione di preposto a servizi di pubblico interesse, non si considerano commerciali» sono sostituite dalle seguenti: «Per le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona, nonché per le strutture periferiche di natura privatistica necessarie agli enti pubblici non economici per attuare la funzione di preposto a servizi di pubblico interesse, non si considerano commerciali». Modificato di conseguenza anche il comma 4 dell’articolo 89 del codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117.

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