Boom di ostelli a Mestre e anche nell’ex area industriale di Porto Marghera. Mentre Venezia si spopola a Mestre e a Marghera arrivano colate di cemento. Una città rimasta senza servizi, con poco più di 50mila abitanti e con un turismo d’assalto

L’edificio della foto in altro potrebbe sembrare un carcere. Invece è un  mega ostello della gioventù ubicato a Mestre (Venezia) con vista sul cavalcavia che porta a Venezia una delle strade più inquinate e trafficate del Veneto. Non sarà ne’ il primo ne’ l’ultimo dell'”era” Brugnaro, sindaco di Venezia dal maggio del 2015. Perchè stanno nascendo altri mega ostelli e nuovi alberghi tra le macerie di una parte dell’area industriale di Porto Marghera. Nuove costruzioni che portano la firma di Domenico Finotti, costruttore del tanto discusso tribunale di San Donà di Piave e delle torri della rinomata località balneare di Jesolo. E così a  Mestre e Marghera sono arrivate e arriveranno nuove colate di cemento. E da programma presentato nel 2015  dal sindaco patron di Umana il recupero di Marghera partiva da diverse basi. Nel giro di pochi anni sono nati migliaia di Bed&Breakfast e affitta camere in nero. Se Venezie rischia lo spopolamento, Mestre rischia una nuova cementificazione e Marghera rischia di perdere importanti opportunità di sviluppo. Sono numerose le associazioni nate nella città lagunare che sempre più si sta spopolando. Con il rischio di perdere la millenaria Pescheria di Rialto, con un Casino’ in profonda crisi e una città piena di disservizi, Venezia rischia di sprofondare o venire abbandonata. A parte le orde di turisti che la invadono quasi tutto l’anno. Senza contare che molti alberghi in centro storico, vista la crisi e la concorrenza, hanno licenziato buona parte del personale affidandosi a cooperative con lavoratori a basso costo e poco qualificati. “Non esiste un solo punto del programma rispettato dal sindaco – spiega senza mezze parole  Gian Angelo Bellati candidato a sindaco con tre liste civiche e la Lega – solo annunci elettorali”. 

pescheria a Venezia rischia di sparire

Foto sotto: Gian Angelo Bellati economista e dirigente critico sull’operato del sindaco Brugnaro (nuovavenezia.gelocal.it) 

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